234 STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANAsto primo atto , in cui 1’ espressione dell’ affetto ha in generaleun si grande allettamento e verità ; se non che sono rari, ed ilprecetto che dà Orazio di non offendersi di lievi macchie in unpoema, ove splendono molte bellezze (i), riceve qui la sua in-tiera applicazione.
La recita fattasene in Ferrara nel 1573 , con sì vivi applau-si ( 2 ) levò in gran voce l’ Àniinta , ma soltanto otto anni dopola stampa ne fece risuonare tutta l’Italia , e si può dire 1’ Eu ropa . (3) L’ammirazione fu generale, e la critica si tacque . Inquel secolo , in cui essa avea sì grande impero , in cui si eser-citava sovente sulle migliori scritture , come fece poco doposulla Gerusalemme liberata del medesimo poeta , non osò diattaccare VAminta. Si volse anche quasi intero il secolo seguen-te, senza che fosse bersaglio di alcuna censura un po’grave.Finalmente, nel i6g3, un signore Napoletano di molto spiri-to, il duca di Teleso (4), lesse in un’ adunanza accademica (5)
ne, al luogo ed alla scena pastorale consentono ,, ( Della Tragedia ,libro uno; p: 29.
(1) Veruni, ubi plura nitent in cannine , non ego paucis ofien-dar maculis. ( De art. poet . )
(2) Una recita oitremodo magnifica ne fu pur fatta in Firen ze , d* ordine del granduca Ferdinando I . Bernardo Buontalenti celebre architetto c ingegnosissimo dipintore ne avea eseguite sibene le macchine e le prospettive* che ai dire del Baldinucci furonoin un tempo stesso esposte agii occhi ed alle orecchie de’ nostri concit-tadini due singolarissime maraviglie, delle quali tank* ne volò la famaper tutta Italia che il Tasso recossi nascostamente in Firenze per cono-scere il Buontalenti ; ed appena salutatolo e baciatolo in fronte se ne ri-montò a cavallo e a buon passo se ne partì,non senza rammarico del gran-duca , il quale desiderava di vederlo e di onorarlo. ( V. il racconto che,sul testimonio di Gherardo Silvano , ne lasciò scritto il Baldinucci(Del prof, del disegno p. 1 1.) e il Cenno che ne die L'Ah Serassi nel suoDiscorso sopra l’Aminta posto in capo u.lVe.d.in \.che ne. fece il lìodoninet 1789). Questo fatto fu espresso in un gran quadro a fresco tutt'oraesistente nella sala della casa Buontalenti in via de* servì posseduto nonha gu ari da Ang. Mezzerì. ( X )
( 3 ) V. sopra t. VII. p. 26. e 27.
( 4 ) Bartolomeo Ceva Grimaldi .duca di Teleso.
( 5 ) ftell* accademici degli uniti di iN.ipoli.