Parte IT, Capo XXXIII. Set:. I. 9 3
da Basilio e Crisostomo Zancbi, suoi zii. Essendosi il primorecato a Roma , per stanziare colà , condusse seco il nipote , ilquale, passando da Firenze, si strinse in amicizia con PierVettori, Benedetto Varchi ed altri scienziati, e , giunto a Ro-ma , si uni col Caro, coi due Manuzi, con Silvio Àntoniano econ quanti vi erano insigni letterati. La morte dello zio glife’per avventura accettare nel 1 563 la cattedra di eloquenzaoffertagli dalla repubblica di Genova , che lo nominò anche suosegretario. Ma non troppo contento di quella carica e di quelsoggiorno, sperando di poter vivere una vita più conforme alsuo genio ed a’ suoi studj , lasciò , due anni dopo , Genova ela cattedra , ritornò a Roma , entrò nella compagnia di Gesù ,e sostenne per lo spazio di sei anni la cattedra di eloquenzanel collegio romano , e ad un tempo recò in latino la storia delP. Emanuele Acosta , la qual traduzione fu pubblicata nellS'JO .
Il cardinale Arrigo , che fu poscia 're di Portogallo , lophiamò a Lisbona perchè stendesse la storia della conquistadell'Indie fatta dai Portoghesi. Vi si recò circa il 1572 ; eraccolte che ebbe tutte le notizie opportune per la sua storia,la condusse a fine dopo il suo ritorno in Italia nel i58i ; dovesoggiornando ora a Roma ora a Siena , pubblicò la maggiorparte delle sue opere , delle quali 1’ abate Serassi diede un ca-talogo nella sua Vita , ed una bella edizione in Bergamo ( 1 ) •Il suo pregio più grande è 1’ eleganza dello stile , che il cardi-nale Guido Bentivoglio paragona a quella de’più famosi scrit-tori del secolo d’Augusto ( 2 ). 11 Maffei era si tenero della pu-rezza della lingua, che si racconta , che per isfuggire il peri-colo di imbeversi del poco elegante stile del breviario roma-no, chiese ed ottenne dal papa la facoltà di recitarlo in greco.In fine Clemente Vili lo chiamò di nuovo a Roma , ed allog-giato nel Vaticano prese a continuare in latino gli Annali di
(1) Kel 1747.
{1} V. le sue memorie ed il Serassi nella sua Vita .