Parte ir. Capo XXXVII. 7 3
TÌgio egli era , dove fu preso da febbre ardente che lo tolse divita in pochi giorni.
Le sue rime giocose , poiché ne compose di altro genere ,sono una ventina di capitoli , gli uni che contengono strani en-comj , gli altri che non sembrano avere alcun fine determinato,e che perciò aprono un più libero campo all’ estro satirico edalla vaga fantasia del poeta. Fa due volte 1’ elogio della fava aMadonna Flaminia, e non si possono immaginare tutte le pazzieche dice a tale proposito in questi due capitoli lunghissimi .Madonna Flaminia non amava verisimilmente gli enimmi ,posciachè niente avvi di più aperto delle facezie che va dicendosopra la fava. Due capitoli sono diretti contro 1’ onore , duealtri volgono intorno alle lodi delle donne di montagna. Avviun encomio del dio degli orti, uno dei monaci , cd uno dellamenzogna : loda la carestia , il letto, e la caccia che amava fuordi misura , e che gli costò la vita. Si potrebbe stimare unaspezie di presentimento ciò che dice in una terzina di questocapitolo :
Questo piacer è infili sincero e sodo,
Ch’ io voglio seguitar , mentre eli’ io vivo,
E morir cacciatore in ogni modo.
Possiamo rimetterci al giudizio di un poeta di si fattoumore intorno alla maniera di trattare i frati nel Capitolo, dicui sono l’argomento.Niun particolare della loro vita gli sfugge;e non parla di essi con isdegtio ed amarezza ; ne canta all’ in-contro le lodi, invidiando la loro dolce maniera di passare iltempo e di guadagnare il cielo ; ed adopera una sottile ironia ,jn cui mostra pur anco rispetto per cose, verso le quali tutti ipoeti non usavano i medesimi riguardi , tale in fine che i mo-naci soli potevano adontarsi. Le lodi che dà alla bugia (i) po-teano ferire più generalmente, o piuttosto la satira rinchiusain questo capitolo è si generale che non doveva ferire chicchessia,dall’ Aretino in fuori, del quale il Mauro, per la stretta amici-zia che lo legava al Berni, era necessariamente nemico. L’ Are-
fi) Capitolo delle Bugie.