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[Tomi undecimo & duodecimo.]
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80 STOBIA DELLA LETTERATURA ITALIANAdiede il primo modello, e che un s't peregrino ingegno quel fuGalileo , non isdegnò di maneggiare .

Un poeta men grave , ma che abbiamo di già scontrato, eche scontreremo ancora in altri generi , il Grazzini o il Lasca ,fu in questo uno degli autori più fecondi , ed abbiamo di luiuna trentina di capitoli, più che non se ne hanno del Berni. Ipiù ragguardevoli sono in lode della pazzia , delle corna ,della barba , della caccia , della quale fa in appresso la criti-ca , poscia una seconda volta 1 encomio. Se le vivande occupa-rono gli altri poeti berneschi, il Lasca scrisse anchegli in lodedella minestra , della salsiccia , dei piselli , deipesciduovi,degli spinaci , dei melloni , delle castagne ; lodò anche lavecchiaia o fece una satira contro i cani , ed un altra quasialtrettanto seria contro V abitudine di pensare .

Egli è troppo , e senza fallo troppo assai , e mal si puòcomprendere come in un secolo in cui gli animi erano già sicolti , un si gran numero di quelli che lo erano più degli altri ,si potessero passar parola per fare a gara a chi avrebbe dette lepiù grandi pazzie, o almeno per non mostrarsi ragionevoli chesotto forme e colori stravaganti, o sotto forme e colori elio ilrispetto pei costumi vieta per fino di lasciar trasparire. E malsi comprende ancora come 1 autorità a cui tutti erano sotto-messi , e che teneva in sua mano la loro libertà e le loro so-stanze , non ponesse freno a siffatta licenza che si scagliava so-vente contro le cose stesse che rileva all autorità di far rispet-tare. Questo può far credere che mentre la corte di Leone X era immersa nelle delizie e ne maneggi ; clic nella spezie diinterregno cagionato dalla lunga assenza del papa fiammingoAdriano VI , mentre i partigiani dell imperatore, i quali eranopervenuti a farlo eleggere, fabbricavano nella corte di Roma ordigni che doveano tornare a vantaggio di Carlo V ; che final-mente nel pontificato sovente infelice e sempre mediocrementeedificante di Clemente VII j mentre questo papa recava adeffetto la servitile lusurpazione di Firenze , il governo romanonon vedea di mal occhio che Roma si sollazzasse e ridesse, pocomonta il come e di che. A dover ben apprezzare questa ina-