Band 
[Tomi undecimo & duodecimo.]
Seite
82
JPEG-Download
 

82 STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA

I titoli soli della maggior parte di esse canzoni indicane»alcun che di strano e di bizzarro , soprattutto quando correalla mente in quale forma ed apparecchio erano cantate. Il cantodel Rucellai, per modo d' esempio, è il trionfo della Calun-nia , e scorgesi dalle diverse strofe quali figure erano sul carro,e com erano ordinate. Il re Mida sedeva in alto colle orecchiedasino ascoltando tutto ed intendendo niente : appresso a luisi vedevano lIgnoranza ed il Sospetto ; lInnocenza era stra-scinata per terra dalla Calunnia armata di fiaccole ardenti ;1 Invidia era innanzi , e non d altro par che goda se non delmale che vede ed ascolta. La verità nuda e pura facea provadi mostrarsi, ma la Calunnia , 1 Errore e la Frode la respin-gevano e la celavano agli occhi del re. 11 Canto de diavoli delMachiavelli non mantiene quello che viene dal titolo promesso;cotesti diavoli sono quelli dell antico inferno , Plutone e Pro-serpina, la cui favola fa luogo ad alcune cose volgari sull'amoro.La canzone dei merendanti di maschere, dellOttonajo, il qualene ha delle vivaci e piene di sale , è una di quelle, che spettanomaggiormente al genere satirico :

Benché molti usin mascher d ogni tempo ,

Send or per carnovale ,

Speriatn venderne più , eh in nissun tempo.

Noi n ubbiarn d ogni sorta ;

Questa pallida e smortaFa bene a parer buono ;

E di queste ci son chieste a ognora ,

Perch oggi basta parer buon di fuora.

Queste qui di civette ,

Cornacchie e bertuccioni,

Quasi ognun se le mette ;

Queste son da buffoni ;

Molti voglion demoni ,

E noi li contentiamo ,

E veggiano, ognun compra e si misuraQuella eh è più secondo sua natura.