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[Tomi undecimo & duodecimo.]
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l3o STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANAall Italia , confortandola a scuotersi dal profondo letargo in cuigiace.

Dal pigro e grave sonno, ove sepolta

Se, già tant anni ornai, sorgi e respira;

E disdegnosa le tue piaghe mira ,

Italia mia , non men serva che stolta.

La bella libertà , chaltri t ha tolta

Per tuo non sano oprar , cerca e sospira ;

E i passi erranti al cammin dritto gira,

Da quel torto sentier, dove sei volta.

Che se risguardi le memorie antiche ,

Vedrai che quei che i tuoi trionfi ornaro ,

Than posto il giogo e di catene avvinta.

L empie tue voglie a te stessa nemiche ,

Con gloria d altri e con tuo duolo amaro ,

Misera, t hanno a vii fine spinta.

Limportanza dellargomento obbliga il poeta a dare alsuo stile un tuono di dignità e di forza che ne diviene la qualitàdominante , e che scontrasi pure nelle sue poesie amorose an-che allorquando ritrae immagini lievi o gentili , come nel so-netto (i) dove promette di offerire un sagrifizio a Zeffiro,

Se i fior chel Sol nel suo bel viso ( 2 ) ancide,

Bianchi e vermigli co soavi suoi

Fiati rinfreschi, a cui laria e '1 ciel ride.

Le sue fogge e le sue espressioni sono per Io pii nobili stalvolta si desidererebbe meno di sforzo e maggiore chiarezza(3) <Nei tempi del Guidiccioni fioriva pure Francesco Beccuti perugino, soprannomi-nato il Coppetta, dottore di leggi e poetasingolare per la facilità e larmonia desuoi versi. Tuttochémaritato amò molto le donne, per quanto si può inferire dallesue rime, e fu molto onorato dai letterati di quelletà e segna-*

( 1 ) Sovra un bel verde «:e3po e in mezzo a un prato.

( 2 ) Nel viso della donna da lui amata.

(3; V. Lilio Giraldi Cinzio ; de poet. suoi\ temp. Pialog, 11 j, ed ilGioì nule dei letterati d* ItaL A t. 1 4 »<)4