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[Tomi undecimo & duodecimo.]
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l 32 storia deixa letteratura italiana

Gode il cultore , e felice appella ,

Che delle sue fatiche al premio arriva.

Ma i pomi un tempo a lui serbati e cariRapace mano in breve spazio coglie;

Tanta è la copia degli ingordi avari.

Cosi, lasso , in un giorno altri mi toglieIl dolce frutto di tant anni amari,

Ed io rimango ad odorar le foglie.

L ultimo verso non sostiene abbastanza il tuono seriosoe nobile dei primi tredici. Ai due sonetti soprallegati Giam-battista Corniani 'i) ne unisce un terzo , che certo non è al disotto, e li avanza per avventura in moralità , ed è questo ;

La prigion fu bella , ove si pose

Lalma gentil , fece agli occhi forza,

Che altri fermossi a risguardar la scorzaE non I interne sue bellezze ascose.

Ma poiché il verno fe sparir le rose,

E il lume debegli occhi ornai sammorza ,

Quel chiaro spirto il suo vigor rinforza ,

E mostra gioie che sin qui nascose .

Quindi modestia e cortesia si scorgeE dell altre virtudi il sacro coro ,

Che quaggiù valor dona, e grazia porge.

Cieco è ben chi non vede il bel tesoro :

Io ringrazio il destin che a ciò mi scorge ;

E se amai prima il corpo , or l alma adoro.

Si annoverano pure tra i poeti lirici due fratelli della fa-miglia Martelli, fiorentini, Lodovico e Vincenzo . Il primomorì compianto in Salerno , il 1327, nel fiore delletà, nonoltrepassando i ventottanni (2). Àvea preso parte nella dispu-ta che si levò contro il Trissitio per le novelle lettere che vole-va introdurre nellalfabeto italiano , e pubblicò ( 3 ) una rispo-si) Secoli della Letteratura , tomo VII.

(i) Tilaboscin, toc. cit., p 1148.

( 3 ) In Firenze , probabilmente nel 1 5^4 0 > 5 a 5 , come conget-tura Apostolo Zeno , Note al Fontanini , y. 1 , p. 29 .