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Parte il. Capo XXXVIII. Sez. I.
genere di poesia e su molti altri. Nato d’antica famigli i itiSiena , nel 1492 , erasi dato al la giurisprudenza , ed è noto citaavendo mutato pensiero , depose la laurea con quelle stesse so-lennità, colle quali eragli stata conferita (i).Dopo questaspezie di abiura entrò al servigio d’ Ippolito de Medici , che fupoi cardinale, e si dedicò per modo alla corte romana, chevolle, come congettura il marchese Poleni ( 2 ) , aver parte nel-la spedizione militare fatta eseguire nel 1526 dal ponteficecontro Siena . Questa fu verisimilmente la cag ione del suo esi-lio . L’anno dopo, commosso altamente dalle sventure di Cle mente VII , indirizzò in suo favore cinque orazioni all’ impera-tore Carlo Quinto. Il cardinale Ippolito essendo venuto a mor-te, egli passò al servizio di Pier Luigi Farnese , duca di Par-ma , e dopo l’uccisione di quel principe , trasse a Padova , edi là a Roma . Per rimeritarlo dei lunghi suoi servigj gli sidiede alla fine (3) il piccolissimo vescovato di Cursola, isolettadell’Adriatico (4;. I suoi cittadini più magnanimi, non sola-mente ne rivocarono 1’ esilio, ma lo elessero poscia uno dei se-dici magistrati, che vegliavano al mantenimento della pubbli-ca libertà. Fu anche mandato con tre altri cittadini a renderegrazie al re di Francia della protezione da lui conceduta allarepubblica , e recitò innanzi a quel monarca in Compiegne >nel i 5Ò2 , un’orazione che fu stampata nel i553 (5) . Rimasein Francia forse due anni , ritornò in Italia al cadere del 1 554o in quel torno , e morì in'Roma 1’ anno dopo .
Abbiamo altrove veduto la parte che prese alla contro-versia non meno lunga che ridicola , levatasi intorno al nomeche aveasi a dare alla favella italiana (6) ; abbiamo ancora ve-