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[Tomi undecimo & duodecimo.]
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«44 STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANArato in Francia (i). Nei viaggi, nelle sventure, nelle prospe-rità non gli cadde mai dalla mente la patria : da per tutto lavede, la contempla , ns piange la perdita ; essa è uno degli ar-gomenti più cari de suoi sospiri e delle sue rime . Quindi peravventura deriva il tuono malinconico ed affettuoso che hannosovente i suoi versi, e che la sola immaginativa non può inspi-rare . Egli divise nel suo tempo col Guidiccioni (a) la gloria diaver cantate le sventare dell Italia : ma questi meno infelicela considerava sotto un aspetto più generale ; quegli scrivevanellesilio , sospirando dietro la patria e la libertà . Nesuoisonetti, che videro la luce nel i 33a e i533 (3) , la scena è qua-si sempre in Francia ; di si volge alla diletta sna patria ed atutto quello che può soddisfare i magnanimi desiderj del suocuore . Invoca lOceano (4), pregandolo che svegli dal profon-do sonno P illustre Tirreno suo figlio , e lo muova a pietà del-1 Arno , il quale, abbattuto dagli anni, dalle miserie e dallaschiavitù , non trova più altro sollievo che ne sospiri (5). Nonposso , dieegli, volger lo sguardo alla Senna (6), la quale do-po di aver circondata la capitale dun gran regno , scorre tran-quilla e lieta per le province , senza che mi corra alla menteche

Il mio bell Arno in si dogliosa guerra

Piange suggetto e sol , poiché gli è toltaL antica gloria di sua libertade .

La Durenza essa pure ode i voti ed i lamenti del poeta e le lodidell Arno .

(1) V. sopra , tom. VI, p. 171 e 172.

(2) V. sopra, p. 129.

( 3 ) Le opere toscane ili Luigi Alamanni . Lione , in due voi.in 8.° .

( 4 ) Padre Occan , che dal gelato Arturo.

( 5 J E del chiaro Arno suo pietà gli venga ,

Che vecchio , servo e di miseria pieno ,

Nuli altra aita ha più che tragger guai .

Quanta invidia ti porto , amica Senna .

( 6 )