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[Tomi undecimo & duodecimo.]
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2lG storia dei.i.a t/etter attira ITAT.IAnAciò non pertanto che per la loro bellezza ed efficacia fannocondonare 1 aridità e la poca importanza degli altri. In alcuni,pentita di aver bramato di levarsi in rinomanza cantando li suoiinnocenti amori, abbandona il Parnasso per salire sul Calva-rio (i) , e non invoca altro Apollo che Cristo ( 2 ). Non curanteoramai di lode o di censura , depose il pensiero di adoperarela lima per abbellire il suo stile; ma siccome trovasi quasisforzata a lasciar sfuggire il divin fuoco che 1 arde , desiderache almeno alcuna scintilla cada in qualche anima disposta ariceverla (3).

Tra i sonetti dove la poesia sembra sollevarsi allaltezzadell argomento , si diede per esemplare quello che dettò sullamorte del Redentore (4), in cui descrive il turbamento e latristezza dell universo : gli angeli bramano di morire , tuttigli esseri piangono, anche i diavoli, il che pare strano , e con-chiude ,

Non piange 1 uom, che pur piangendo nacque.

Io porto opinione che gli entri molto innanzi il seguente ,nel quale si duole di non essere abbastanza staccata dal mondoe vedasi con quale vivacità e forza ritragga quella spezie dielevatezza mistica , a cui ella aspira , e che i platonici chiama-no Morte.

Se con 1 armi celesti avessio vintoMe stessa , i sensi e la ragione umana,

Andrei con altro spirto alta e lontanaDal mondo e dal suo onor falso dipinto.

Sull ali della fede il pensier cinto 1

Di speme ornai non più caduca e vanaSarebbe fuor di questa valle insanaDa verace virtute alzato e spinto.

( 1 ) Poiché il mio casto Amor gran tempo tenne.

( 2 ) L aito Signor , del cui valor congiunte.

(3) Se in man prender non soglio umjua la lima.

(4) Gli Angeli eletti al gran bene infinito.

V. Corniani ,loc. cit. , p. 265.