234 storia della letteratura italianatini ('(1 italiani , clic furono creduti degni di essere stampati inBergamo nel 1747 insieme con quelli di Francesco Maria Mol-za , suo avo ( t) . Vi sono alcune altre sue poesie manoscrittenella biblioteca estense (2).
Tali sono i poeti lirici dell’ uno e dell’ altro sesso clic silevarono in maggior fama nel Parnasso italiano , nel secolodecimosesto. Tuttoché io sospetti di averne ommessi alcuni ,sospetto ancor più d’ avere infastidito il lettore con una listasoverchiamente lunga : ma chiunque voglia giustamente ap-prezzare colai ragione di poesia, troppo encomiata dagli uni,troppo depressa dagli altri , non negherà che questa rassegnaera necessaria. Le notizie vaghe e generali danno soltanto unidea inesatta. Facciamo ora prova di trarre da questi partico-lari intorno ai poeti lirici, ne’quali abbiamo messo mano,alcune più certe osservazioni.
Fin dalla fine del secolo XV, Lorenzo de Medici , il Poli ziano , il Sanazzaro, avevano richiamata nelle loro scritturel’eleganza degli antichi ; ma si fu il Bembo , che, camminandosottole insegne del Tetrarca nella p< esia e del Boccaccio nellaprosa ( 3 ), rimise in piedi la scuola del buon gusto, e non se glipuò negare la gloria d’ avere più di qualsivoglia altro contri-buito a ristabilire , colf imitazione di quanto conoscevasi dipiù pregiato , 1’ autorità degli autori classici, e soprattutto delPetrarca .
Messi che furono gl’ingegni su quel sentiero, l’Italia quasi tutta diventò petrarchista , e per ogni dove si viderouscire imitatori, o piuttosto aridi e noiosi copisti del capo dellascuola , e questo è il solito andar delle cose. Non si tosto appa-risce un genio straordinario , il quale, come novello Sole , oscu-ra tutto ciò che gli sta d’intorno, che una turba di supersti-