a36 storia della letteratura italianale hajeche scrivono i poeti ; e gli dà nel naso que’capei il’ orosparsi all’aura , le chiome , i vestigj , i tersi avorj , i petti d’a-labastro, le stelle degli occhi, il cuor di smalto, e si disperadi queste girandole , onde s’ è messo intorno al Petrarca edaltri autori, e gli pesta malamente : cosi ha fatto un’ operettaintitolata , il Mulino de’ Poeti ( i) 11 Landi gettandosi ancorapiù vivamente addosso ai petrarchisti, si afforzava dell’ auto-rità del Sansovino , e diceva che , se ciascuno di essi restituisseciò che ad altri avea preso, non rimarrebbe delle loro scrittureche carta bianca (■&). Il Lasca fece ancora di pili; volse in ridi-colo ed i pedanti ed i petrarchisti (3). Il Muzio era stato il pri-mo a dare il segno della battaglia contro il Petrarca nelle An-notazioni da lui fatte sopra questo poeta , per gettarsi ancorapiù sopra i suoi imitatori , che ne idolatravano perfino i di-fetti (4) ; ed il medesimo esempio fu dato sul principio del se-colo XVII o in quel torno da Alessandro Tassoni , che pre6e acombattere il Petrarca in poesia ed Aristotile in letteratura.
Ma quello che rileva ancora più di considerare , si è chedal cominciamento del secolo XVI , ebbevi dei poeti i quali ,tuttoché rispettassero il merito ed il nome del Peti'arca , se-guirono una maniera più o meno diversa o vuoi per la locuzione,o vuoi pei concetti e per le immagini , o vuoi infine per l’an-damento delle loro composizioni. 11 Tarsia prese nel suo stileun carattere più grave , il Casa sene fece uno ancora più ro-busto, ed ebbe anche imitatori. Bernardo Tasso, Luigi Ala-manni, Torquato Tasso furono i primi a seguire la maniera de iGreci e dei Latini. Finalmente si può dire che il Costanzo fondòuna scuola, alla quale tenne dietro la maggior parte de’ Napo-litani, e che , non ostante i suoi difetti, è altra da quella delPetrarca . L’ abuso che si fece della maniera di queste diverse