LETTERA
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casa dell 1 Arciprete , il quale n’è il parroco, il ministro, ilguardiano e il fa-tutto. Una lettera superiore presentata aSua Riverenza fe trovare a 1 due viaggiatori non solamentebuon volto, ma buona cena e buon letto, dico buon lettoper il solo Barone^ giacché il Maggiore, rinfrescati suffi-cientemente i cavalli, montò di nuovo nella vettura, e tor-nossene a Napoli .
Intanto la bella miledi Munck, dopo di aver accompa-gnato fino alle Case Nuove il suo fuggitivo, ed ivi avercantato il duetto di Megacle e d’ Aristea, era tornata incittà e smontata verso le quattro alla Segreteria di Palazzo :a far che? a farvi sapere... che l’aria era rigida, e buonaassai la pelliccia. Dalla Segreteria di Palazzo portossi versole quattro e mezzo all’albergo di miledi Mamspery: a fal-che? a far sapere... che Berta filava, e Bertuccia dormiva.Ed ecco che voi, adorato signor Generale, non avete, co-me v’ ho detto e come si vede, la miuima colpa in tuttoquesto accaduto.
Abbiamo veduto finora la pietà delle miledi e la caritàdegli arcipreti per salvare il povero vostro Barone, delladi cui fuga, ripeto che voi, innocente signore, eravate af-fatto all’oscuro. Vediamo adesso le pratiche de’suoi assas-sini per fargli il contrario degli arcipreti e delle miledi.
Il capo sicario Benedetto Mori, come un astronomo dallaspecola, osservatore di tutti i moti della Corte in queimomenti preziosi, e direttore di tutte le speculazioni, cheda cento parti si facevano sui passi del Barone, preve-dendo, accorto com’era, che sarebbesi data a questo fa-vorito tutta la mano superiore per trafugarlo, fino dallamattina del giorno io avea già fatto disporre ad ogni sboc-ca-porto per tutta la spiaggia, da S. Lucia a mare fino alCasino del signor cavaliere Hamilton a Posilipo, delle bar-che pescherecce per osservare se nessuno passava o partivada quelle parti, ed averne subito 1’ avviso. Di più, facevastare sempre pronta alla vela una grossa feluca, che daqualche giorno teneva a tutta sua disposizione per inse-