al generale Alton
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velti di S. E. M. Andrò , col quale il Mori non avea co-mune il sigillo sicuramente. Quei fogli adunque furonoaperti, e voi solo potevate ciò fare, perchè voi solo godeteil privilegio di violare la fede pubblica. Io non vi contra-sto perciò l’ampiezza dei sovrumani vostri diritti; mi pi-glio soltanto la rispettosa libertà della seguente dimanda:signor Generale, sono già tre giorni che siete stato daRoma avvisato che Benedetto Mori è un capo assassino :perchè dunque tanta indolenza nell’ assicurarvi di questomalfattore? perchè, invece di metterlo in sospetto col ne-gargli i cavalli per Manfredonia , e perdere il tempo indissigillare le sue lettere, perchè non ordinarne 1’ arresto?Anima schietta ed ingenua, rispondetemi, ve ne prego.
Venuta la mattina, e comparso di buon’ora il Setola se-condo 1’ appuntamento, il Mori, costante nella nuova ri-soluzione di tornarsene subito a Roma , gli ordinò di pro-curarne i passaporti. Vi erano delle giuste difficoltà peraverli; perchè quando il Mori dimandò il giorno avanti,ed ottenne i passaporti per Venezia , necessità volle che ri-lasciasse nella regia Segreteria quelli di Roma . Fu risolutoadunque, col suggerimento del Maganzese Monconi, chen’ offerse spontaneamente la sua falsa testimonianza, diprocurarli sott’altro nome, ad oggetto di deludere gli or-dini della Segreteria, la quale aveva da voi avuto il co-mando di negare al Mori e passaporti e cavalli, per torgliil modo d’inseguire il Barone: perocché, siccome centovolte v’ho detto, voi in quel punto con tutto il vostro av-viso di Roma non avevate organizzata ancora la favoladegli assassini. Questa fu concertata e risoluta al nuovoritorno di Branstrom da Monte Sarchio. Egli ne portò ilvoto del Barone e la macchina ; e vi direi anche donde alui vennero le forme archetipe di questa vergognosa im-postura, se non mi frenasse il rispetto che , ad onta delmale che rn’lia fatto, io pur debbo ad un’ ottima, ma in-gannata principessa romana.
Colla mediazione adunque di alcune onze efficacissime ,