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LETTERA
spesso senza saperlo il carnefice de’ suoi figli. Queste ve-rità che atterriscono i cattivi, confortano al contrario ibuoni governi. E volete voi riconoscerli? Sono i governiche non ispezzano i legami della carità e dell’amicizia colpromovere nel prossimo la diffidenza, e costringere il fra-tello a sospettar del fratello. Sono i governi che non de-cidono della libertà, nè giudicano dei costumi degl’indivi-dui sulla mercenaria o maligna deposizione d’ un vii de-latore. Sono i governi che non corrompono la pubblicamorale col proteggere le calunnie, collo sbrigliare le pri-vate passioni e spalancare la porta alle segrete vendette.Sono i governi che rispettano gli eredi di Gesù Cristo , enon confondono i diritti di Cesare con quelli di Dio . Sonoi governi, in una parola, nei quali la religione non èschiava della politica , nè Machiavello usurpa il luogodell’Evangelo, nè il dispotismo inventa dei pretesti pertransigere colla giustizia. Conosco il mio torto nel predi-carvi questi principi^ ma, lode al Cielo, non parlo inmezzo al deserto, e sarei ben contento di parlare senzaragione. Torniamo donde siamo partiti.
La curia di Napoli , perdendo in ultimo la speranza diavere nelle mani questo irreperibile Benedetto Mori, sideterminò, per rabbia impotente, all’arresto del suo me-desimo delatore ed accusatore, voglio dire del Setola, suldubbio che costui, corrotto da qualche grossa mercede ,avesse aiutato il Mori a salvarsi. Ma non gli attribuite digrazia il merito di un’azione sì buona. Egli ha operato dalcanto suo quanto ha potuto per rassegnarlo colle propriemani agli sbirri. E se l’impresa non è riuscita felicemente,incolpatene la fortuna sola del Mori, e la sua presenza dispirito.
All’arresto del Setola seguì il solito perquiratur in suacasa^ ed ecco le cose che vi furono ritrovate.: l’iniquomemoriale, di cui ho parlato altra volta, col quale questomascalzone aveva stabilito di rovinare i suoi più intimiamici, accusandoli al governo tutti per Giacobini. Oltre