AL GENERALE ACTON
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senza ragione. L’uomo onesto sopporta più che può l’in-giuria e non parla. Ma quando si alza e scioglie il frenoalla parola per difendersi, la sua collera è terribile quantogiusta, e la sua voce è una spada che fende senza ritegno.Non ardiste perciò, ve lo consiglio, di venirmi innanzicoll’argomento de’ cortigiani, il grado, la dignità, il ri-spetto e altre simili poltronerie; perchè io vi agghiacciocon due parole, VERITÀ’ e GIUSTIZIA. Dinanzi a que-ste spariscono tutti i titoli della terra ; e non v’è forza le-gittima che obblighi a rispettare le umane convenienzeper lasciarsi disonorare. Dopo questo vi persuaderete, lospero, che direi la bugia se vi assicurassi che sono contutta la stima e il rispetto
Di V. E.
[fmiliss. Devotiss. ed obbligatiss. S. V.