FATTO STORICO
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giorni si vitle con sua maraviglia comparire davanti ilPasquini. Furono ambedue mascherati col solito lenzuolo,e portati c scoperti innanzi a certuni, che lo scrivanochiamò testimoniò Costoro, incappati come i confratelliSacconi, venendo dimandati se conoscevano quei due de-tenuti, abbassarono il capo, come fa la statua del Com-mendatore, quando accetta la cena di Don Giovanni Te-norio, e vennero con quell’ atto comico a dire di sì. Toc-carono poscia alcune carte, e borbottarono non so qualiparole^ dopo le quali i confratelli Sacconi furono licenziati,e il Mori e il Pasquini ricondotti alla loro prigione.
Così passarono le cose fino a tutta l’ultima domenicadi carnevale. La sera del sabbato precedente il Mori odegente che parla davanti alla porta del suo camerotto.Accosta l’orecchio, e ascolta distintamente uno che dice:Il vecchio che non vuol dir niente , andrà in castello, e questialtri due li spiccieranno subito. E un’ altra voce soggiunge:Si metterà un solo cartello avanti palazzo: e con questola voce trapassa, e succede un profondo silenzio. Quelleparole fecero fantasticare il povero Mori tutta la notte etutta la domenica. La mattina del lunedì sente all’ improv-viso aprire la porta, entra un carceriere con un barbieree gli dice: Oggi onderete via di qua. Gli fu fatta la barba}e sul finire della medesima entrò dentro un altro carceriere,dicendo : Basta così: oggi poi se ne parla. Ciò fatto, chiuseroil Mori come prima, e lo lasciarono sbalordito e confuso.Si pose a pensare al significato di queste parole, e a quelledel sabbato sera, e a un’altra che il barbiere gli avevadetta due volte di nascosto all’ orecchio: Badate. E mentrestava sepolto ne’ suoi tristi pensieri, si spalanca nuovamentela porta. Gli recano da mangiare non già il solito cibo,ma un piatto ben condito di maccheroni, un ragù, unarrosto e dell’ ottimo vino.
Se questo lauto, ma funesto apparato, e la memoriapiena delle misteriose parole lo mettessero in costernazione,il lettore se lo figuri. I maccheroni non trovarono la via