LETTERA TERZA
La mitologia nel darci Mennone figlio dell’Aurora, e diTilone re degli Etiopi , racconta ancora, che quel giovineprincipe morto da Achille sotto Troja, rinacque ad inter-cessione della diva sua madre ad una seconda vita. Nonadunque nel primo, ma nel secondo suo nascimento vuoisicercare la sua congenitura col cavallo alato d’Arsinoe, cioècollo Struzzo. Per troncare le lunghe, eccovi Ovidio chenel decimo terzo delle Metamorfosi vi dicifera amplissima-mente tutto l’arcano. Descrive egli in prima l’Aurora a’piedi di Giove :
Memnonis orba mei renio, qui fortia frustraPro patruo tulit arma suo, primisque sub annisOccidit a forti (sic Di voluistis) Achille .
Da precor huic aliquem solatia mortis honorem,
Summe Dedm rector, maternaque vulnera leni.
Ed ecco cader il rogo su cui arde il cadavere dell’Eroe,e il cielo ingombrarsi di atri globi di fumo, c le fiammeaddensarsi, e prender volto e colore, e animarsi mirabil-mente: ecco Mennone trasformato in uccello.
Et primo similis volucri, inox vera volucrisInsonuit pennis