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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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OKI. CAVALLO AL ATO I)AUSINOE

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mitologia (dii non la sa, non legga poeti, molto menosardisca rii giudicarli), e la metamorfosi di Rodopc, nonindovinerà mai che qui si parla della farina di mandorle. Losciaurato, vedi ignoranza ! piglia Rodopc, montagna dellaTracia , per Fillide , amante di Demofoonte, e trasformaquesta montagna in una pianta di mandorlo invece di Fil­ lide . Del guasto cervello di questo critico sia prova quel-f altra sua censura a quei versi dello stesso Parini:

Già larc a Vcncr sacre, e al giocatore

Mercurio nelle Gallie e in Albione

Divotamente hai visitate, e porti

Pur anco i segni del tuo zelo impressi.

Bisogna esser talpa per non saccorgere che qui il poetamorde due splendidi vizj del suo giovine eroe viaggiatore^la dissolutezza ed il gioco, e il di pili che sacquista nellebattaglie di Venere. Udite lanatomico Pariniano: Que-sto passo deve riuscire oscurissimo alla maggior parte deileggitori (suoi pari). Vespressione stessa li è alquanto equi-vocai poiché non si sa se il poeta vuol dire, che il suo Si-gnore ha visitate le are, che la Francia c f Inghilterra hannoconsccrate a Venere e a Mercurio, ovvero che è andato inFrancia e in Inghilterra a visitare le are consccrate, a quelledue divinità. Avete mai più veduta tanta ignoranza mari-tata a tanta franchezza? E queste sono le più leggiere einnocenti delle tre mila fatuità del nostro dottore, calatodi non so donde in Italia ad esercitarvi la critica dit-tatura.

Lasciamo nel brago cjucsto arcifanfano, e torniamo a ri-petere, che Callimaco usò dun vago artificio nel chiamare loStruzzo fratello di Mennone, presso un popolo special-mente la cui venerazione per gli animali era un articolodi religione. Perciocché la Favola, collinsegnarci che gliDei, fuggendo Tifeo , ricovcraronsi nellEgitto , e colà si ce-larono spaventati, quale in uccello, quale in pesce, qualein quadrupede, quale perfino in vilissimo vegetabile, la

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