I 88 sur. CAVALLO ALATO d’ A1ISINOE
i più belli, sono per appuntino i più difettosi, e quindi meritamente ipiù vituperati.
In somma, per uscire una volta da questo pantano, ecco le amputa-aioni che il signor De Coureil vorrebbe fatte al Parini .
Impiegati nell’episodio d'Amore e d’imene, episodio freddo, insipido,puerile , scritto inferiormente al resto del poemetto, e introdotto contro leleggi del gusto e buon senso (p. ig3).. . . . . Versi 74
Spesi nell’invenzione della polvere di Cipro , episodio non meno in-tempestivo del precedente (ibid. ), e che nulla dice, nulla dilucida,nulla adorna, e posto lì non per altro che per cianciare inutilmen-
te. Versi. ai
Spesi sull’origine della Nobiltà e della Plebe; del quale episodioabbiamo già udita di sopra la irrevocabile proscrizione. Versi. . . 79
Altri 16 per lo meno, co’quali il Parini per il suo solito vaneg-giamento mitologico (p. 199) ha guastata la descrizione del Trictrac,introducendovi puerilmente (p. 200) la divinità di Mercurio. Dunque
giù versi. 16
Consumati in quell’intempestivo Filauzio (p. 202 e seg.), in quel-V ajjettata erudizione di geografìa là dove parla del cioccolatte, enella pedantesca apostrofe a Voltaire , e nell’altra a Ninon de l’En-clos fatta con si poco giudizio. Versi contati sulla punta delle dita 22Scialacquati ( T. VI, p. 68) in puerili, minuti e lunghi dettagli.
(che volete ? questo era proprio il difetto di quella buon’anima, lapuerilità, e la chiacchiera), per descrivere le caricature de’Nobili,che mandano con biglietti di visita a prender le nuove di un amicoammalato. Il Critico gli ha contati per noi, e assicuraci, che sono in
punto versi . 66
Portati via dal pettegolezzo insorto fra le due Dame, e nel paragonedelle medesime con Bradamante e Marfisa, comparazione che ha fattospendere al Critico quattro pagine intere per mostrarne l’assurdità. Ver. 24Altri quattro per la ridìcola applicazione dell’ anzidetta simili-tudine (p. 76). 4
Profusi nel descrivere il primo parto di una nobile sposa, e i cor-rieri, e i poeti in gran moto per questo importantissimo avveni-mento; cose tutte descritte (secondo il corto nostro vedere) in versidivini, ma per quella gran testa di . . . .De Coureil tulli inoppor-tuni e seccanti dettagli (p. 79), tutto pezzo fuori di luogo. Versi . . 4®
L’invenzione e descrizione del Canapè occupa venticinque versi.
Il Critico la trova esatta, elegante (oh il gran miracolo!); ma sde-gnato (voleva ben dire) che il Parini per la smania di mitologiz-zare non abbia saputo parlare d’ un canapè senza farci intervenireuna divinità (p. 82 e seg ), e riflettendo acutissimamente che questafinzione non produce verun effetto, noi divideremo amichevolmenteper metà questo pezzo, e lasciando i rotti a profitto del Critico,metteremo tredici versi alla sua partita, e dodici ne salveremo per
lo sciocco poeta. Dunque versi. 18
Versi 367