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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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I 88 sur. CAVALLO ALATO d A1ISINOE

i più belli, sono per appuntino i più difettosi, e quindi meritamente ipiù vituperati.

In somma, per uscire una volta da questo pantano, ecco le amputa-aioni che il signor De Coureil vorrebbe fatte al Parini .

Impiegati nellepisodio d'Amore e dimene, episodio freddo, insipido,puerile , scritto inferiormente al resto del poemetto, e introdotto contro leleggi del gusto e buon senso (p. ig3).. . . . . Versi 74

Spesi nellinvenzione della polvere di Cipro , episodio non meno in-tempestivo del precedente (ibid. ), e che nulla dice, nulla dilucida,nulla adorna, e posto non per altro che per cianciare inutilmen-

te. Versi. ai

Spesi sullorigine della Nobiltà e della Plebe; del quale episodioabbiamo già udita di sopra la irrevocabile proscrizione. Versi. . . 79

Altri 16 per lo meno, coquali il Parini per il suo solito vaneg-giamento mitologico (p. 199) ha guastata la descrizione del Trictrac,introducendovi puerilmente (p. 200) la divinità di Mercurio. Dunque

giù versi. 16

Consumati in quellintempestivo Filauzio (p. 202 e seg.), in quel-V ajjettata erudizione di geografìa dove parla del cioccolatte, enella pedantesca apostrofe a Voltaire , e nellaltra a Ninon de lEn-clos fatta con si poco giudizio. Versi contati sulla punta delle dita 22Scialacquati ( T. VI, p. 68) in puerili, minuti e lunghi dettagli.

(che volete ? questo era proprio il difetto di quella buonanima, lapuerilità, e la chiacchiera), per descrivere le caricature deNobili,che mandano con biglietti di visita a prender le nuove di un amicoammalato. Il Critico gli ha contati per noi, e assicuraci, che sono in

punto versi . 66

Portati via dal pettegolezzo insorto fra le due Dame, e nel paragonedelle medesime con Bradamante e Marfisa, comparazione che ha fattospendere al Critico quattro pagine intere per mostrarne lassurdità. Ver. 24Altri quattro per la ridìcola applicazione dell anzidetta simili-tudine (p. 76). 4

Profusi nel descrivere il primo parto di una nobile sposa, e i cor-rieri, e i poeti in gran moto per questo importantissimo avveni-mento; cose tutte descritte (secondo il corto nostro vedere) in versidivini, ma per quella gran testa di . . . .De Coureil tulli inoppor-tuni e seccanti dettagli (p. 79), tutto pezzo fuori di luogo. Versi . . 4®

Linvenzione e descrizione del Canapè occupa venticinque versi.

Il Critico la trova esatta, elegante (oh il gran miracolo!); ma sde-gnato (voleva ben dire) che il Parini per la smania di mitologiz-zare non abbia saputo parlare d un canapè senza farci intervenireuna divinità (p. 82 e seg ), e riflettendo acutissimamente che questafinzione non produce verun effetto, noi divideremo amichevolmenteper metà questo pezzo, e lasciando i rotti a profitto del Critico,metteremo tredici versi alla sua partita, e dodici ne salveremo per

lo sciocco poeta. Dunque versi. 18

Versi 367