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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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NOTE

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Somma retro, versi 367

La descrizione della Toletta, il cui principio è prosaico e pla-teale (p. 85), e nella quale 1* occhio linceo di De Coureil in trepagine e mezzo d’osservazioni scopre niente meno che quattro gra-vissime assurdità (p. 90), mostrando di più che il Parini , coll’introdurvi gli Amori , non ha falt'altro che rimpasticciare inop-portunamente un luogo comune , questa descrizione ci ruba qua-

rantasctte versi e mezzo. Via i rotti, e puntiamo versi.4?

Fino dalla prima Lettera il nostro gran baccalare ci ha dimo-strato (T. V, p. 179) che /’ uso delle frasi mitologiche è condanna-bile ne"poeti moderni , massimamente in Parini , il cui genere dipoesia interamente e necessariamente le esclude. E altrove avendociegli affermalo che i poemetti Pariniani quasi ad ogni pagina sitrovano lardellali di queste frasi , l’oculare nostra ispezione, d’ac-cordo perfettamente coll'asserzione del Critico, ci ha fatto scoprirein tutto il corpo dell’ opera un circa trecento versi macchiati diquesto gran vizio. Su questa grossa partita noi umilmente losupplichiamo d’un pietoso ribasso e di contentarsi di soli dugen-

cinquanta. Dunque a suo credito versi..a5o

Tra i versi che puzzano di pedanteria e di affettata erudizione ,tra quelli che il Critico non intende (e sono frequenti), tra idegni di colascione , e i puntellati con zeppe, e più altri consimili,noi di nuovo lo scongiuriamo di essere generoso; e far patta conuna trentina. Troppo pochi ! Pazienza : eccone altri cinque. Dunque 35Credevamo finita la partita di debito, ma nella terza Parinianail signor De Coureil ci tira un conto sporco di altri trenta o qua-ranta versi, su i quali non è redenzione. Dunque. 3o

Non mi ardisco, osservandissimo e colendissimo signor De Coureil,d’implorare la pietà vostra su quegli sciaurati ventun versi emezzo, ne’quali il Parini con un tessuto di parlar gergone , conuna sintassi che non si può in alcun modo soffrire (T. VII,pag. 147 ), insegna sguajatamenle al suo giovine eroe il mododi cianciare dottamente con un matematico; poiché avendo voi,infallibile giudice, pronunciato con tanta modestia di termini(pag. i48) r< che la pedanteria di questo squarcio è veramenteinsopportabile , squarcio dettato unicamente dalla smania di af-fettare erudizione , e di spargerne per fas et nefas il suo lavoro »,mi è forza abbassar la testa, c non aver coraggio di domandarel’assoluzione neppur d’una sillaba. Dunque eccovi. ai '/•

In tutto versi 750 1 /.

Il vostro ammontare di credito, discretissimo mio Signore, ascendedunque netto a settecento cinquanta versi e mezzo, de’quali la vostraimparziale indulgentissima forbice manda mutilato il Parini . Guardatelo,e ditemi se non vi fa compassione più che il Deifobo di Virgilio. Il pocodi panno, che gli avete lasciato indosso, vedetelo cascante a pezzi ed abrani, osservate che non gliene resta tanto né pure da ricoprirsi la no-