Buch 
5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
Seite
191
JPEG-Download
 

NOTK

« 9 *

e ripetete candidamente, che questi ultimi versi sono inintelligibili qffatto.E pure, carissimo mio, lintelligenza né cosi facile. Figuratevi che visia nato un figliuolo. Mentre i poeti, vaticinando la futura sua glorianelle lettere e nelle scienze, altri predice che sorpasserà Demostene eCicerone , altri legge nel Fato che troverà la quadratura del Circolo;figuratevi che la mia Musa, non osando far eco a queste corbellerie, glisi accosti non veduta allorecchio, e sotto voce gli dica: « Tu sarai si-» mile al tuo gran genitore, cioè, tu sarai un altro De Coureil »; lapercezione non vi corre ella subito dallalto al basso ? non comprendetevoi subito tutta la forza del verecondo mio vaticinio?

Ma delle tante scempiezze , che vi sono diluviate giù dalla penna, iodimenticava la più singolare; persona la crederà, se io non la ri-porto, giusta il mio solito, colle stesse vostre parole. dove nella se-conda Pariniana voi sminuzzate la descrizione della Toletta, e tra lequattro assurdità che la vostra critica lente vi scopre, notate per la se-conda 1 avervi il poeta introdotto quello stuolo d Amori , che

lnvisibil sul foco agita i vanni, etc.

che avete voi detto di quegli Amori invisibili ? Ecco in corpo ed in ani-ma la bella c stupenda sentenza vostra, T. VI. p. go I. 3: Ma se sonoinvisibili, come sa il poeta tutte queste cose ? come può dire un poeta cheun ente invisibile fa la tal cosa, fa la tal altra ? E come può darsi, gri-dano tutti , che si trovi animale che faccia a un poeta queste diman-de ? L interrogazione puzza si forte di asineria, che in coscienza biso-gna legarvi colla cavezza , e raccomandarvi a qualche ortolano.

Mi avete messo di buona voglia; c finché la mi dura, voglio pagar-vene con un consiglio. 11 Parini, anima mia, non si è mai sognato discrivere pei De Coureil. Se vi rodesse adunque la fregola di nuovamenteparlarne, pacificatevi prima colla mitologia, colla storia, colla geogra-fia, e soprattutto con quellimportante negozio della lingua PJosofica,tanto diversa da quella mezza che vostra madre vi ha posto fra le man-dibole. Se piacevi di restar reprobo, c amate libri non lardellati di mi-tologiche frasi , di erudizioni pedantesche , di geografiche affetta-zioni , ma libri piani, facili, spiattellati, pigliatevi la bellissima storiadi Bertoldino e di Cacasenno; divertitevi alla pesca delle balene nelMar Grande di Sperandio ; sollazzatevi colle facezie del Piovan Arlotto,libri espressamente fatti e stampati per la ricreazione de vostri pari.

Se poi fosse vero, siccome intendo da lutti, che vi abbia messa inmano la penna quel supremo e brutto bisogno, di cui parla Persio nelPrologo, allora perchè appigliarvi a un mestiere così contrario alla vo-cazione della vostra natura ? Non vi sono zappe in Toscana ? non visono mandre da custodire? Interrogate le oneste persone, e udirete datutti, clic meglio assai della penna vi sta bene la verga di Melibeo.

Ma... a proposito di Persio , che, senza pensarvi, mi è caduto giùdalla bocca, sapete voi che mi usciva quasi di mente 1 obbligazionerhe vi professo infinita per la petulante critica vostra contra la miatraduzione di quel Satirico? Voi tuttaltro ne aspettavate di certo che