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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DISCORSO

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deve che il facessero non senza motivo di religione, ondepiù uniformarsi agli statuti del nume, di cui imploravanola protezione. I castighi mandati da Venere alle sprezza-trici del culto suo, la paura che di lei avevano le fanciulle,le offerte con che elle studiavansi di propiziarla, sarebberomateria di curioso e lungo volume. Ma che nel sistemamorale del paganesimo l’amore dell’onestà si concordasseperfettamente con quello della lindezza ed anche della vo-luttà, se il volete, conoscetelo primieramente da due passid’Ateneo , l. i5, c. io, molto a proposito. Il primo è unframmento di Saffo che do tradotto secondo l’emendazionedel Cantero approvata dal Casaubono (i):

Son di mollezze amica ;

Ma splendida e pudica

È la face, ond’Amorc

Per un fero garzon mi tocca il core.

L’ altro è l’iscrizione che Parrasio soleva porre a tuttele sue dipinture:

Parrasio la dipinse , a cui la chiaraEfeso è patria, di virtude e insiemeDella mollezza c de’ piaceri amante.

La cultura dunque del corpo e il contento dei sensi nonerano cose presso gli antichi in opposito della virtù. Nèvirtù conoscevano essi scompagnata affatto dalla voluttà,senza la quale uomini sapientissimi e per sapere chiaris-

ti) L’autore delle Avventure di Saffo , opera leggiadrissima, nel rac-cogliere i dispersi avanzi poetici di quell’ingegno divino, non ha av-vertito questo frammento, dal quale poteva forse pigliar partito a di-fendere dall’ imputazione di non casti amori la fama di quella celebresventurata. Due altri rimasugli delle poesie di Saffo s’incontrano nelsecondo libro dello stesso Ateneo, c. 2 e iij, e un altro finalmente didue bei versi, contra un ricco ignorante, conservatici da Plutarco sulfine de’ suoi Precetti coniugali :

Morrai, nè vita avrà niuna il tuo nome ,

Perchè 1’ aonic roseNon ti fregiar le chiome.