PROLUSIONE
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quamente dimenticati, dimandano di essere fatti partecipid’una gloria, da cui gli espulse ora l’ingratitudine, ora l’im-postura, ora l’invidia, e a cui nondimeno sono altamentechiamati dalla critica e dalla ragione. Nè altrove io mipenso poter meglio eseguire un sì giusto proponimento, chein questo luogo, nel santuario medesimo delle scienze, dinanzia voi, cittadino Consultor Delegato ( 1 ), di tutte le ottimediscipline prestantissimo e caro coltivatore; dinanzi a voi,incliti Magistrati, a cui s’appartiene l’onorarle e difenderle;dinanzi a voi, sapientissimi Professori, eredi e custodi delprezioso sapere de’ nostri padri , e di patrimonio sì sacrobenemeriti ampliatori ; dinanzi a te finalmente, strenuagioventù che, stimolata dal nobile desiderio della sapienza,qui corresti a cercarla e ad adempiere le più care speranzedella repubblica. Non ispero dir cose per niuno di voi re-condite e peregrine ; spero bensì di porgervi attestato cer-tissimo del vivo zelo che mi consuma dell’onore italiano ,e di svegliare fors’anche un qualche più felice intelletto avendicarlo più degnamente.
Che l’Italia , rinate le scienze, sia stata la fonte d’ognisapere, la fonte che largamente ha irrigata tutta l’Europa ,questa è verità lucentissima, e 1’ invidia che tutto rode ,l’orgoglio che tutto sprezza, il malcontento che tutto di-minuisce, non potranno eternamente non confessarla. Chemolti ciò non ostante dissetatisi ai nostri fonti, procedanooltre senza ringraziamento; ed altri più inverecondi nie-ghino affatto d’ aver attinto; ed altri, imitando l’animaledai lunghi orecchi, tirino, secondo il proverbio , villana-mente il calcio alla secchia: ciò pure con sommo ramma-rico della costumata filosofia è verissimo. E queste malecreanze chi potrebbe tutte discorrerle ? Si è veduto unrabbioso e lungo conflitto tra il Tedesco e l’Inglese perdisputarsi l’invenzione del calcolo infinitesimale; e fra ilromor delle armi e le grida de’combattenti niuno ha mai
(1) Il cittadino consultore Paradisi.