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PROLUSIONE
profferito il nome del Cavalieri, fondatore di quel calcoloclamoroso. Si sottomettono alla logica dell'analisi le pro-babilità della sorte negli eventi fortuiti: PUgenio in Olanda si pone alla testa del calcolo , ne scrive il Bernoulli , nescrive il Moivre , ne scrive il d’Alembert, e in ultimo losfortunato Condorcet ; tutti citano P Olandese, e niuno ilpovero Galileo, che, mezzo secolo avanti, in una sua letterasul giuoco dei dadi, aveva già istituita questa analiticaapplicazione , la più ammirabile forse di quante ne sienomai state ideate. Nell’Enciclopedia, in quel grande depo-sito dell’ umano sapere, articolo Idrostatica ( segnato dellacifra di d’Alembert ), si ricordano colla debita lode gl’il-lustratori di questa scienza, e tacesi affatto il nome piùbenemerito, quello del bresciano Castelli, che alle dottrineidrostatiche applicò il primo le geometriche , e di scienzaincerta che era , e quasi contadinesca, facendola scienzacertissima e nobilissima, meritò il titolo di legislatore delleacque, e diè base sicura a tutte le teorie posteriori (i). Sulproblema proposto nel 174 * dall’Accademia Reale delleScienze : Qual sia la migliore e più atta struttura delP ar-gano per tutti quegli usi a cui serve questa macchina nellenavi , il Poleni suggerisce due ingegnosi artificii, P uno eP altro premiati da quell’ illustre consesso; e nei supple-menti dell’ astronomo Lalande all’ Istoria Matematica delMontucula, t. IV, p. 585, ove ragionasi del cabestano na-vale, sotto il nome di non so qual altro Lalande scontrasiP artificio di un argano patentemente copiato da quei delPoleni : e del Poleni nè pur parola. E lo storico che dis-simula questo furto , è quello stesso Lalande che , dopoaver pubblicato una mostruosa sartagine di sciocchezze in
(1) Volere o non volere, il Castelli é il grande restauratore, e di-ciamo pur creatore dell* idrostatica. Il Bernoulli, il Varignon , il Ma-riotte, e tant’altri non sono che amplialori delle dottrine già da luistatuite, e perfezionate poscia dal Guglielmini, al quale si è anteposto,da qualcheduno, il Pascal per esercitare, ned’io, la compassione deglieruditi.