i.ntkomuzione
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detto dall’incostanza del popolo, ma sempre eloquente,Pericle si mantiene per otto lustri arbitro assoluto dellapotenza degli Ateniesi. •
Non è mio proposito il riandare quante volte l’eloquenzaè venuta in aiuto della Politica, nè come sovente salvò lapatria pericolante, e verificò quel detto di Demetrio Fale-reo, che due sono i custodi della Repubblica , la parola edil ferro. Perciocché tornandomi alla memoria, che questaspada fatale della parola si è veduta nelle Gallie a’dì nostritroncare le vite più generose, sarei costretto a dir anche,che alcuna volta interviene il contrario della sentenza diFalereo . Se non che lo spirito di libertà avendo profittatode’suoi errori, ed essendosi riconciliato finalmente collasaggezza , questo felice avvenimento dispensami dal susci-tare ricordanze sì dolorose.
Nell’abbaudonare questa parte del mio discorso mi sen-tirei tentato piuttosto d’inveire alcun poco contra il bar-baro dialetto miseramente introdotto nelle pubbliche am-ministrazioni, ove penne sciaguratissime propagano e con-sacrano tutto il dì P ignominia del nostro idioma. Ma tuqualunque ti sia che intendi a procacciarti impiego poli-tico , se hai cara la voce di meritarlo , fa di dar opera ,finché n’ bai tempo , allo studio dell’ eloquenza } bada checol troppo indugiare non si rinforzi 1’ infelice abitudinedello scrivere e parlare viziosamente} abbi cura, tei diceDemocrito , abbi cura delle parole, perchè le parole sonol’immagine delle operc(i)} non imitare quei tanti che,procurando nitido e mondo il vestimento del corpo, la-
(i) Teofrasto soleva dire, esser meglio il commettersi ad un cavallosenza briglia elle ad uria parola mal composta. Clic direbb’egli, sendoItaliano , in udire fmichilo per conclusione, avallo per sicurtà, civetto pervitello, altrassato per scaduto, assentalo per convenuto; e invece di de-creto decretazione, di noviziato militazione, di zappatori sappori, e (pre-sti e miti’altri scomunicati vocaboli, non già nella polvere delle piazze ,ma del foro, delle segreterie, de’tribunali ? Sovvienimi d’aver vedutouna volta questo rescritto: Si coramizzi, e purgata la mora faccia le. sueoccorrenze. Ne dimandai spiegazione; e mi venne risposto, che coramiz-Sarsi vuol dire presentarsi, c che fare le sue occorrenze vale lo stesso