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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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LEZIONE PIUMA

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ranza $ dico finalmente, che quando vediamo Demostene applicarsi allo studio della retorica nella scuola d’Iseo ,d’Alcidamante e d’Isocrate , e Cicerone fare altrettanto inquella di Crasso, di Archia, di Scevola, di Molone da Rodi ,di Fedro , di Filone, di Diodoto, e di quanti retori e filo-sofi più famosi viveano al tempo suo$ quando vediamoquesto padre medesimo della romana eloquenza, e Aristo-tile il più grande degli antichi filosofi, ed Orazio il poetadella ragione, e Quintiliano e Longino , e mille altri intel-letti gravissimi seriamente occuparsi della formazione diqueste regole, è forza il concludere che elle sono utilissi-me, e temerario è chi le dispregia, non potendo noi direvuoti di senno coloro che le hanno compilate e inculcate.

Vi è dunque un’arte per l’eloquenza come per tutte lediscipline, e quest’arte non è che un complesso d’osserva-zioni, che uomini di acerrimo intendimento fecero sulleopere de’più stimati scrittori. Osservazioni adunate e messecon ordine formarono poscia il codice della Retorica , cheè quanto dire, la legislazione dell’ Eloquenza. Ma per me-glio apprezzarla, giova il sentire i racconti dei Greci sul-1’ origine della medesima. Non potendo essi persuadersi,che arte si utile e meravigliosa fosse umana invenzione,raccontarono che gli uomini da principio erravano sparseper le campagne e le selve, vivendo la vita del bruto , ri-parandosi come le fiere nelle caverne, e facendosi unaguerra crudele per disputarsi le ghiande e gli oggetti delleferoci loro passioni. Il debole, siccome avviene spesse volleanche al dì d’oggi, era sempre la vittima del più forte, equesto a vicenda vittima delle belve più gagliarde ancoradi lui. Il perchè la sua condizione era anche più misera-bile che quella degli animali più deboli, i quali al difettodella forza supplivano colla velocità o coll’astuzia, ed eranolargamente provvisti dalla natura di velli e di lane controle ingiurie degli elementi. La razza umana periva, se nontrovava in Prometeo un protettore. Fattosi egli avvocatodell’ uomo al tribunale di Giove, gliene espose nel modo