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dalle straniere dominazioni, e respinte dall’indole dellanostra lingua, consecrandole coll’autorità, e propagandocoll’ organo del potere la corruttela, 0 , per meglio dire,la distruzione del castissimo idioma de’ nostri padri. Nèquesto vizio s’insinua soltanto nei differenti offìcii dellarepubblica, ma bene spesso si attacca alle penne ancoradc’filosofì e de’ sapienti. Le scienze, dimentiche di esseredebitrici alle lettere del felice loro risorgimento, c chesono esse le lettere che dai più teneri anni educano c pre-parano la gioventù agli studii più elevati e severi} le scien-ze, io dico, fatte troppo orgogliose dei loro lumi, disprez-zano soverchiamente 1’ eleganza del dire, e, passeggiandoin abito cinico per le scuole, sdegnano di parlare la lin-gua dei Redi, degli Zanotti e dei Manfredi. Vi ha molti,clic, peritissimi di calcoli, di aforismi e di leggi, ignoranopoi 1’arte di spiegare correttamente un pensiero, di com-porre senza solecismi un periodo, e compiangono Galileoche si delizia nella lettura dell’Ariosto , scrivendo la cri-tica del Tasso, e il Lcibnizio che canta in versi l’originedelle perle, e Vincenzo Gravina che illustra ad un tempola Giurisprudenza e la ragione poetica, e Francesco Za notti che veste di attiche eleganze le matematiche, e trattala lira di Catullo colla grazia medesima con cui applicaalle idee il sistema dell’ attrazione. Quindi avviene franoi un fenomeno vergognoso. I filosofi della Grecia , lungidal trascurare 1’ oggetto importante della loro lingua , fu-rono essi al contrario che vi portarono la perfezione. Lostesso si è fatto, e si fa tuttogioruo in Inghilterra, inGermania , e nella Francia particolarmente, ove 1’arte diben parlare procede di pari passo con quella, di ragionare.Giova anzi avvertire che i migliori filosofi della Francia sono anche gli scrittori più castigati e più tersi. Ciò clictra’ Greci erano Platone , Aristotile e Teofrasto , tra’ Ro-mani Cesare e Cicerone , il sono tra i Francesi il Fonte-nelle, il Bailly, il Buffon, il Montesquieu c mille altri,lecui opere profondissime, e nel medesimo tempo elegantis-Moxti. Prose.
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