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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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EPISODIO DI DIOMEDE ED ULISSE

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iU proseguire la strage, e di segnalarsi con qualche fattomagnanimo. Ma Minerva, comparendogli visibilmente, nelo distoglie, e lo forza a partire. Diomede ubbidisce, e con-tento di menare via i cavalli di Reso ,

.... che nel candore

Vincou la neve, e nella corsa i venti,

$i conduce salvo con Ulisse al campo greco, ove, accolticon molta festa e schiamazzo, raccontano 1 accaduto.

Poscia entrambi del mar nel flutto estremoTersero dal sudor le gambe, il colloE i fianchi polverosi. E poiché i corpiFur nellonda marina astersi c netti,

E rinfrescossi il cor, misero il piedeNel nitido lavacro; e mondi ed untiDi pingue oliva, cd alla mensa assisi,

Le colme tazze a tracannar si diero,

Dolcissimo Lieo libando a Palla.

Ho trapassato senza annotarli moltissimi tratti e situazionied imagini c pitture di un bello singolarissimo, che scin-tillano ad ogni passo dal punto che Diomede ed Ulisse siscontrano con Dolone sino alla fine. Ma siccome il pre-sente estratto non è che un campo di preparazione per lamesse abbondante che in seguito raccoglieremo, eosì nel-1analisi dellepisodio Virgiliano ci ritorneranno tutte sot-C occhio le bellezze, che langustia del tempo non mi con-sento ora di esaminare. Vedremo allora come il latino ha superato il greco sfuggendone il difettoso, e sostituen-do alla maraviglia il patetico. Lepisodio di Omero è tuttofiglio dell immaginazione, quello di Virgilio lo è tutto delcuore. L uno è il trionfo del coraggio, ed è fatto per sol-dati e per uomini di lieti pensieri $ laltro sarà il trionfodella dolce e santa amicizia, ed è fatto per giovanetti de-licati e sensibili, come siete appunto voi tutti.