VIRGILIO.
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sente nel cuore; ma quando si vuole esprimere, non sitrovano le parole, e pare d’aver detto poco dicendo cheegli è divino. Di queste verità era ben penetrato un grandeMatematico ultimamente da noi perduto con danno gra-vissimo delle scienze, non meno che delle lettere, LorenzoMascheroni , ricordanza a noi tutti carissima e dolorosa.Questo grand’uomo soleva dire, che se mai necessità didestino lo condannasse a non aver che un libro, egliavrebbe voluto seco non Euclide , non Galileo, non New-ton, ma Virgilio.
Per la qual cosa, giovani dilettissimi, io non potrò maiesortarvi abbastanza a farvi amico questo poeta, se vipiace imparar l’arte di parlare e di scrivere con venustà,e avvezzarvi a ben giudicare delle opere di gusto, a bendistinguere il bello reale dal bello apparente; se vi piaceinsomma gettare nel vostro ingegno i fondamenti del verostile italiano a tutti noi necessario, essendo impossibilel’acquisto della buona lingua volgare senza ben conoscerela latina. Nè vi deste a credere che basti il sapere, senzala facoltà di ben presentare le vostre idee. L’Italia è pienad’ingegni acutissimi e profondissimi. Tutti scrivono, tuttistampano, ma pochi passano alla memoria dei posteri, per-chè pochi imparano a scrivere con dignità.