I SOFISTI
LEZIONE QUARTA
Senza perdere più tempo a indagare l’origine e i fastidell’eloquenza fra gli avanzi c la polvere dell’antichità piùremota, sarà consiglio più sano il cercarne dirittamentel’abitazione. Eccovi dunque alla casa dell’Eloquenza} e pri-ma di metter piede dentro la soglia, soffrite la noia di al-cuni indispensabili avvertimenti. L’Eloquenza non ha nèun aspetto, nè un colore, nè un abito solo, nè un solo por-tamento , nè un solo tuono di voce. Ora ella è gaia escherzevole, ed ora disdegnosa e severa} ora indossa unvestire semplice, liscio, disinvolto, ed ora va pomposa ericca di ornati} ora ti pare una bella donna, clic si pre-para alla danza, ed ora viene in contegno di maestosamatrona con gran sopracciglio. La sua voce ora è tenue ,piana, colante come un ruscello, leggera come un’ aurettadi aprile} ora manda tuoni c fulmini, e va come turbine,c si spande come l’Eridano: a dir breve, tanti sono i suoimodi di presentarsi e discorrere, quanti sono i pensieri, isentimenti e le passioni dell’uomo. V’è di più. A cantoalla vera eloquenza cammina molte volte la falsa, e nelrecinto, in cui v’introduco, si aggirano molte larve conmaschere seduttrici: e ve n’ha delle antiche e assai più dimoderne, capricciose invenzioni di oratori e poeti e filo-sofi d’ogni fatta, ognuno de’quali per libidine di novità