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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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LEZIONE QUARTA, I SOFISTI.ÌO']

si è creata uneloquenza artificiale e bugiarda, clic a fu-ria di calamistri e di vezzi ha trovato fortuna , e traditopiù dun incauto. Con dolore lo dico; ma lingenuo miocarattere non mi permette il tacerlo. Se vi è disciplinasoggetta a grandi illusioni, lo è leloquenza, e ne dirò laragione. Le discipline esatte camminano tutte per una viaallo scopo che si propongono. Con uno sguardo si vedeil punto da cui partono, e quello a cui tendono. Non ècosì delle discipline nelle quali limaginazione divide ilsuo impero colla ragione. Il gusto, dipendendo principal-mente dalla sensazione, e le sensazioni essendo in tuttidiverse, succede nella bella letteratura che ognuno si for-ma un gusto conforme al modo suo proprio di sentire;succede che tutti camminano chi per un verso e chi perlaltro, e rade volte avviene che si riscontrino. Spieghciócon un caso matematico il mio concetto. Vi è noto chedegli otto libri delle Sezioni coniche di Apollonio da Porgasi erano smarriti i quattro ultimi, che poi furono rinve-nuti felicemente. Avanti che si trovassero, il grande ma-tematico nostro Viviani tirò in sua testa la congettura delloro contenuto, c mirabilmente lindovinò sulla sola no-tizia che nel quinto trattavasi delle linee rette massime cminime che vanno alle periferie delle sezioni coniche.Questa divinazione è portentosa senza dubbio, e a ra-gione fece stupire tutta lEuropa come la seppe: ma datoun principio geometrico, non è cosa impossibile; e il fattolo dice, che due buone teste, senza che luna sappia del-laltra; ne traggono le medesime conseguenze. Non abbia-mo noi veduto il Leibnizio ed il Newton, luno in Ger-mania , laltro nellInghilterra, inventare amendue nel me-desimo tempo la geometria degli infiniti sul calcolo degliindivisibili? Ma clic il Racine , per esempio, prenda a di-vinare la Merope di Euripide , e lAlfieri qualcuna dePetragedie perdute di Eschilo , vè a scommettere cento milacontruno, che, trovati questi codici e fatto il confronto,neppur un verso, neppure un pensiero eorrisponderebbesi