3o8
LEZIONE QUARTA
esattamente. La ragione del geometra non ha che unastrada, la ragione del poeta e dell 1 oratore ne ha mille. Ivoli dell’immaginazione, i sentimenti del cuore sono comele umane fìsonomie. Possono assomigliarsi tra loro, manessuna è precisamente la stessa. La differenza d’una li-nea produce la diversità della fisonomia; la differenza diuna parola produce la diversità del concetto. Di questeverità e di altre conformi che il sagace intendimento vo-stro saprà dedurne, io vi voleva avvertiti, onde non ave-ste mai a credere per avventura, che fra tante maniere diparlare e di scrivere che incontreremo, fosse mia inten-zione il trascegliere come immune da vizii una sola, quellacioè che a me più gradisce. Io penso anzi tutto l’oppo-sito; penso che si può divenire scrittore eccellente per vieaffatto contrarie. Il Metastasio e l’Alfieri sono antipodifra di loro. Contuttociò, messo a parte quello che v 1 ha inloro di difettoso (giacché l’ottimo non si trova che nellarepubblica di Platone ), a me paiono entrambi grandissiminel loro genere. Luugi dunque da noi un’ eloquenza esclu-siva; e il già detto non serva che a premunirvi contro lediversità dei gusti letterarii. Ma tante, direte voi, essendole maniere di sentire, tante quelle di giudicare , tante leinnovazioni, le mode, gli errori, le pretensioni, come fa-remo a separare il falso dal vero? a distinguere il sa-piente dal ciurmatore? Saremo noi certi, che tu, invecedi scortarci per la buona, non ci meni per la peggiore?Giovani dilettissimi, non prendete esempio da quello cheho fatto, ma abbiate fede in quello che insegno. Peroc-ché io vi prometto di non avvolgervi mai in materie dicontroverse opinioni; ma di star sempre fermo a quelledottrine che il consenso universale de’ savii ha compro-vate per vere.
Nel tortuoso e intricato laberinto in cui ci mettiamo,noi avremo non uno, ma molti fili sicuri da condurci abuon termine. Il primo sarà quello già lasciato da Socrate ai buoni filosofi nell’indagare la verità, filo infallibile, la