I SOFISTI
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» abbiamo motivo di credere, quale beatitudine non deb-» bono essi aspettai-si da quei Numi medesimi, cui sì bene» servirono mentre vissero? »
Ecco abbozzate in languida traduzione le sublimi e te-nere idee che i buoni Oratori presentavano agli Ateniesinella festa dei loro morti, e che risuonavano, dice Socrate ,per molti giorni nell’orecchio e nel cuore degli uditori.Tutto quello che l’amor della gloria, la carità della patria,la morale, la religione possano somministrare di conso-lante, tutto vi è compreso e gradatamente lumeggiato edistribuito. L’oratore vi dipinge lo stato di quei defunticosì felice, così beato in tutti gli aspetti, e con riflessionicosì giuste, così tirate dal fondo della natura, e dai pe-netrali più sacri della religione, che, tutto considerato, cisforza non più a piangerli, ma ad invidiarli. E notate unartifizio che non credo poter mai raccomandare abbastan-za, e che non va mai perduto di vista quando si vuoleinteressare l’attenzione di chi ci ascolta. La consolatoriad’Iperide comincia dal compatire e giustificare le lagrimedei genitori sulla perdita dei loro figli ^ nè solamente lecompatisce, ma vi unisce le propi'ie, e confonde l’intei-essedella natura con quello dell’amicizia e della virtù. Ora chisi mostra sensibile alla mia disgrazia, chi divide meco ilmio pianto ni’ inspii-a subito confidenza , il mio cuoi-e siapre per ascoltarlo, e le sue pai-ole sono altrettante stilledi balsamo sulla mia ferita. Ma se bello vi è sembrato ildiscorso d’Iperide, più bello ancora vi parrà, io spero,quello d’Aspasia , del quale non riporterò che uno squai--cio per sempre più mostrarvi col paragone la fallacia del-l’eloquenza sofistica, e darvi per la pi-ima volta un bellis-simo esempio della maniera con cui l’immaginazione poeticasenza sforzo e senza ricercatezza deve prestarsi ai bisognidell’eloquenza. L’orati-icc, sollevandosi col suo soggetto,fa intervenire nell’assemblea le Ombre dei ti-apassati, cheella ha preso a lodare, e non è più ella che parla, sonole Ombre dei padri che si rivolgono ai figli.