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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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I SOFISTI

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Di questo ingrassa il porco santAntonio,

Ed altri assai clic son peggio clic porci ,

Pagando di moneta senza conio.

Grazie al cielo i tempi di Dante sono passati, e le sue ghi-hellinesche invettive non sono applicabili all età nostra.Ma noi siamo tenuti a conoscere le vicende delleloquenzadi tutte le epoche, e conviene confessare che fino a PaoloSegneri quella del pergamo è stata uno scandalo , la cuimemoria è rossore per litaliana letteratura. Ed era purmeglio il coltivare questo amplissimo campo del sentimentoe delle passioni, e dar opera ad ammansare non già colleDecretali, ma colle pure c mansuete dottrine dellEvan-gelio le furie del fanatismo, piuttostochè consumare tresecoli a pesar le parole, a spiegar le allegorie, a compas-sare i periodi, a movere eterne liti sullo stile, sulla sin-tassi, sui punti e le virgole, piuttostochè perdersi final-mente a frugare il letame di Ser Brunetto, di Fra Guit-tone, di Fra Iacopone, onde cstrarne come fior di farinarancide parolacce a nulialtro buone che a perfezionareleloquenza delle bettole fiorentine. io so comprenderecome nel secolo da noi chiamato il secolo doro per lelo-quenza delle Lettere, larte divina di Demostene e di Ci-cerone portata sul pulpito abbia sofferto in Italia assaipeggio che nella Grecia per la ciurmeria de Sofisti. Per-ciocché se costoro la deturparono, e una sfacciata, unadul-tera la rendettero con abito troppo carico dornamenti, inostri sacri oratori, collintenzione di vestirla allaposto-lica^ la ridussero al trivio in abito sordido, cencioso emenche plebeo. Della qual verità accetto giudice tutto il mondosul brevissimo saggio col quale darò fine a questa lezione.Io lo prendo dalla predica del primo giorno di Quaresimadel famoso, famosissimo Fra Roberto Caraccioli, reputatoper comune consenso il S. Paolo del Cinquecento, deco-ralo di mitra e di brevi e di onorevoli legazioni dai trePontefici Nicolò V, Callisto III e Sisto IV , e di cui Paolo