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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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SOCRATE

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dolo amaramente : Oh quanto , die’ egli, oh quanto è infe-lice Pompeo di non poter profittare de'tuoi consigli! Quantoha arato nel non gustare questa tua saggia filosofia! Egliè stato sì pazzo , che ha trionfato tre volte. Arrossisco perte , o Crasso , che , terminata felicemente una formidabileguerra, ti sei mostrato sì avido degli allori del Campidoglio !Oh voi, P. Servilio, Q. Metello, Scipione Afideano , primadi cadere in questa demenza, oh perchè non udiste voi iprecetti di questo raro sapiente! Oh stolti i Camilli, stoltii Curii, che ambirono siffatti onori! e stolto tu pure, oC. Cesare, che di tante trionfali supplicazioni per tanti giorniti compiacesti! Che significano finalmente questo cocchio, equesti dinanzi al cocchio re incatenati ? A che queste ima-gini delle città soggiogate, e queste urne gravi di oro e diargento ; e i Legati, e i Tribuni di seguito su bardati destrieri,e tanto clamore di soldati, e tutta questa pompa infinita ?Vanità miserabili, puerili trastulli!

Ognuno vede e sente l’effetto di questa ciceroniana iro-nia, e quanto ridicolo ella getti sulla falsa modestia di quelPisene , che , affettando dispregio per un onore da tutti igrandi uomini della repubblica desiderato, viene con questoartificio retorico a smascherarsi e a far mostra non di fi-losofo, ma d’uomo inetto e codardo. L’ultima Verrina èparimente pienissima d’ironia, e di questa figura diletta-vasi tanto quell’uomo eloquentissimo e mordacissimo , chegli piacque di dar principio con essa ad una delle piùbelle sue declamazioni, parlo dell’Orazione in favor di Li-gario pronunciata dinanzi allo stesso Cesare. Anche al-l’epica maestà si adatta qualche volta benissimo l’ironia, eil Scilicet hic superis labor est, ea cura quietos Sollicitat nelquarto dell’ Eneide , ne fa una prova bellissima. La DivinaSapienza medesima si è degnata di usarla nelle sacre Scrit-ture. Quando i preti di Baal invocavano, senza costrutto,la falsa loro divinità per ottenerne un miracolo, il profetaElia incalzavali con un sarcasmo eccellente: Clamate vocemajore: Deus enim est, et jarsitali loquitur, aut in diverso-