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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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ANTISTENK

LEZIONE SETTIMA

Fu già taluno che al cavallo di Troia acutamente pa-ragonò la scuola di Socrate , considerando che uscì da que-sta il fior de’ filosofi, siccome da quello il fiore de 1 valo-rosi. Dalle varie e in ogni parte diffuse deputazioni di quelgran saggio, prendendo i suoi discepoli a coltivare chi1’una, chi 1’ altra delle sue diverse dottrine secondo il di-verso ingegno di ciascheduno , nacquero quelle molte fa-miglie di pensatori che, dividendosi il socratico patrimo-nio , di Socratici assunsero tutti l’appellazione, e tali ama-rono di essere detti e creduti tuttoché tra loro dissenzientie fortemente nemici. Per la qual cosa gli storici dell’an-tica filosofia non ebbero torto di assomigliare la succes-sione di Socrate alla successione d’Alessandro : poichéappunto nel modo che i capitani di quel grande conqui-statore col dividerne 1’ eredità composero governi e regnidiscordi, così 1’ eredità lasciata da Socrate , dico la filo-sofia, andò spartita e dispersa tra’suoi discepoli, i quali,componendo sistemi e scuole contrarie, con odii e guerrereciproche si tormentarono senza fine. La scuola Eliaca,la scuola Eretriaca, la Megarica , la Cinica, l’Accademica,la Cirenaica, e più altre delle quali fu inondata la Gre-cia, tutte si dissero, e furono realmente figliuole della So-cratica , e tutte si odiarono e non socraticamente si com-