dovi io mai offeso, voi non potete essere l 1 autore di quel-1’ offesa.
Quell’articolo è una perpetua apoteosi del signor Gianni,e il Gianni poteva certamente aspirare alla poetica beati-ficazione se avesse calcato tutt’altra via. Ma i vostri in-censi non vanno punto d’ accordo coi sentimenti che piùvolte mi avete manifestato intorno a’suoi ineriti-, e quandoin Firenze , presente il giovine principe Luigi Santacroce,mi facevate la storia delle ridicole millanterie del Giannic dei crudeli suoi portamenti colla Fantastici, da lui primaadorata, e poi infamata con una satira che fece orrore atutta Firenze , voi fissaste nella vostra ragione, un gradodi stima, che cade in manifesta contraddizione con quel-l’articolo. Dunque l’articolo non è vostro.
V’ha di più. Il tenebroso autore di quello scritto si pro-testa un vèritable Italien, qui tloit veiller sur Phonneur desa nation: e per l’opposto (voi non potete ignorarlo) unvero Italiano scopre la faccia, e dice francamente : Son io;nè prende a lacerare in paese straniero la fama de’ suoifratelli lontani. Un uomo d’intendimento, quale voi siete,poteva egli non vedere chiarissimamente che quella insul-tante diatriba, anzi che onorare, infamava il nome italiano al cospetto di tutta la Francia abbastanza scandolezzatadelle nostre mutue carneficine ? Poteva egli non accor-gersi che quell’ articolo metteva il sigillo alla terribile ac-cusa degli stranieri che non ravvisano negl’italiani che al-trettanti figli d’Edipo? Dunque l’articolo della Revue sarà,se il volete, lavoro d’un Italiano , ma d’un pazzo che dis-onora la sua nazione nell’ atto medesimo di chiamarsenelo zelatore. Dunque questo pazzo non è Lampredi, perchèso che egli è partito da Parigi senza catene. Attendorisposta colla conferma della vostra innocenza , di cui iostesso vi ho somministrato in parte le prove.
Passo al signor Biàgioli. La mia totale ignoranza intornoa questo soggetto mi ha fatto cercare delle notizie sopradi lui. I pochi in Milano che lo conoscono, non tutti vanno