DIALOGHI
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starne appiattati nel fondo delle botteghe come mercedi contrabbando, nè ci è dato mostrarci al pubblico chesu le cartelle del lotto.
Il 46. Ben vedi che i numeri della vecchia denomina-zione col passar di continuo su la bocca del volgo invi-liscono } e eh’ altro debb’essere la lingua del volgo , altroquella dell’ uomo ben educato. Di qui veniva necessariauna distinzione. D'ora in poi allorché mi avverrà di stareco’Ragionieri, vi andrò con indosso il mio antico Quaran-tasei, ch’è l’abito di confidenza. Nel consorzio de’Letteratiporterò il Quaratisci del Volgarizzatore del Petrarca , donoanch’esso del Veronese, e del quale fo assai conto perchènon amo restar da meno del Toscano Venseì e Cinquansei.Ove poi mi talenti di andare nelle brillanti compagnie ,e* sciorinare a bella donna un bel complimento, me le pre-senterò in abito di gala, vo’dire col Quaranzei, che, comevedete , è pieno di vezzo e tutto odoroso.
Il 36. Bella sorte ch’è la tua, compare mio, l’andar contre abiti alla persona, come il celebre Sperandio !
Il 46 . Bella sorte di vero , ma non tanta come quelladel Dodici.
Il ìi e il 36. Oh oh ch’è stato, compare? Racconta,racconta.
Il 46 . Piccola bagattella ! Non vi deve esser occulto chela Crusca Fiorentina fin da principio gli avea fatto ilcorredo del sinonimo Dozzi, onde chiarire l’etimologiadella voce Dozzina. Ma il povero diavolo non osava vestirsidi questo Dozzi, perchè la Crusca gli avea appiccato allaschiena quelle brutte maiuscole V. A. dinotanti ch’egli eraun ciarpame di ferravecchi.
Il ii. Ed ora che n’è successo ?
Il 46. Il Vocabolario Veronese innamorato del Do-dici .
Il il. Che gli ha fatto?
Il 46. Gli ha regalato.
Il il. Che cosa ?