DIALOGO II
Il Dottor Quaranzei e il Compare Trenta-prusor-uno (*)
D.Q. Oh ! che veggio ? Il Compare Trenta-prusor-unodie piagne dirottamente. — Ehi, Compare, mio caro Com-pare, eh’è stato? Che è questo gran piagnisteo?
(’) Protesta rispettosissima degl’ Interlocutori.
Tutte le strane voci in corsivo son tratte dalle preziose Aggiunte eSopraggiunte Veronesi alla Crusca. Non se ne porge la spiegazione, per-chè non tutte n’han di bisogno, e perchè l’altre, invogliando il lettorea saperne il significato, faranno ch’egli, cercandole nel Vocabolario del-l’Adige, istruiscasi con diletto su’bellissimi esempi, onde sono illustrate emesse in onore.
Nell’infinita lettera d’un cotale impressa tempo fa nel Poligrafo controil primo nostro Dialogo, si è detto potersi fare delle voci morte diDante lo stesso scherzo che per noi s’ è fatto delle veronesi. Doman-diamo umilmente perdono. Le dantesche sono severe; le veronesi sonoridicole. Le dantesche non giungono al centinajo; le veronesi, compresele nuove uscite de’verbi, van verso le cinque mila. Le dantesche, delpari che gli altri arcaismi della Crusca Fiorentina , han tutte sopra lafronte il segno di morte V. A., e niuno le tocca. Quelle della Veronese(fuori di cinque o sei) han tutte il segno di vita; e per vive e sane etutte appartenenti a ricchezza di lingua noi le abbiamo accettate; chenoi siamo idioti di larga fede, nè sappiam fare all’ illustre Compilatorel’oltraggio di credere sia veleno ciò eli’ci porge per nettare.
Quanto alle magistrali censure di quella lettera nel fatto della lingua,rispondiamo modestamente che la nostra religione intorno allo scrivere,su molti punti, grazie al Signore, c tutta diversa, c che due volte al