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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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dialoghi

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lora il dimanderemo del perchè egli ha cacciato nel Vo-cabolario lo sproposito del Vannetti. L’esempio è uno, eV interpretazioni tra lor discordi son due. L’ una vuole illeone in piedi, e l’altra il vuole per terra. Vinca Cesare oNicolò, 1’ una delle due Giunte è insensata.

C. T. E converrebbe essere animale superlativo a nonvedere da che parte è ito a spasso il giudizio.

D. Q. Sono sì soddisfatto dell’applicazione, che vo’ fartiun presente. Osserva : un forbitissimo Laino di nuovafoggia.

C. T. Più lo guardo e il considero d’ogni lato, e menointendo clic sia.

D. Q. Presto te ne fo chiaro. Gli antichi, affatto man-canti d’ortografia, appiccavano le più volte gli articoli alleparole incomincianti da vocale , e scrivevano d’ un solotratto, poniamo, lingegno, Iodio , lamore, senza accentarel’articolo (eh’essi nè accento, nè virgola conoscevano), esenza disgiungerlo dal suo suggetto ingegno, odio, amore.Di che hai frequentissimi esempi nel Decamerone del Ma-nelli, e parecchi pure nel Testamento del Boccaccio , edi-zion di Milano conforme a quella del Giunti .

C. T. L’ ho qui pronta: lasciami un po’vedere. Stravero.Ecco lanima, ladministrazione, lautorità, glinfrascripti, etc.E non solo 1’ articolo , ma pure il segnacaso s’incorporacolla parola a cui avvicinasi : dalcnna, dalbero , dalaba-stro , etc.

D. Q. Or dinne: non sarebbe egli da tenersi privo disenno chi portasse nel Vocabolario quelle parole quali ilBoccaccio le scrisse, 0 quali le ti mette innanzi la stampa?

C. T. E dove vuoi tu trovare giudizio così stravolto ?

D. Q. In capo al Lombardi. Nella vita di S. Margheritagli si è fatto avanti il nome proprio Amo coll’ articoloaddosso nel modo che segue. i3o. Mi veggio intra costorocome il pesce nellamo. E i45. Io sono presa siccome pescealiamo. E il buon cristiano caldo caldo se 1’ è messo nelseno come termine vero } e tale or vedilo in bella mostra