DIALOGHI
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dal Pislrucci, con altrettanti sonetti di distinto personag-gio. Poi quattro buone tragedie: la Marianne , l’Aristodemoe la Saffo di Luigi Scevola, e il Druso del Benedetti. Poialtra scelta corona di traduzioni. Il Carme su ’a Passionedi Cristo , attribuito a Lattanzio Firmiano , versione deldegno discepolo del Parini , Giovanni Torti : la Bucolica diVirgilio del bresciano giovine Nicolini, autore dell’ eccel-lente poemetto su i Cedri: Dieci dei più sublimi salmi diDavide in dieci diversi metri, di Gio. da Colle: Saggio dipoesie russe, dell’Orti: e finalmente l’Inno di Callimaco a Giove, del soprannomato Bellini, il quale con coraggioda Ercole ne promette la traduzione di tutti i Classicigreci} e, col saggio che ne presenta, fa mostra di volerbene osservare la sua parola.
Mat, Ih ih potenza d’Apollo ! Per abbeverare tantipoeti sarà presto gran carestia dell’acqua santissima d’Ip-pocrene. E accaderà in Parnaso ciò che a’ tempi di Lucianoaccadde in Olimpo: che, per la gran turba di Numi dilu-viati da tutte parti, venne tal carestia d’ ambrosia e dinettare, che si vendevano due filippi il boccale.
Tad. Non mi uscire in beffe, Matteo. I poeti testé nomi-nati sono tutti valenti.
Mat. Tutti, tutti valenti? Oh sì sì! Oggi il diavolo vuol averebuon tempo , e s’ è spogliato in camicia per mettermi intentazione. Orsù, compare. Conosco già tutta questa poe-tica mercatanzia (vedila in quel cantone), e so come deesigovernare. Tu non farmi addosso il dottore. E se ti spiaceil paternostro della bertuccia, racconcia sotto il braccio iltuo canoro fardello, et ambula; chè oggi non sono di venadolce.
Tad. Ben veggo che il mal umore lavora molto questamattina. Ma non ti verrà fatto di cacciarmi di qui, se pri-ma non m’ apri il tuo schietto parere su queste poesie.Non se’ tu persuaso eh’ elle sieno da lodarsi?
Mat. Persuasissimo: le loda compar Taddeo! E poi, leho lette tutte , ti dico} e le più senza addormentarmi. Ma