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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DIALOGHI

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guerra (l’America , e ringraziare il signor Colombo clic neprocura in Parma una bella ristampa dedicata agl’ illustx-iAccademici della Crusca. Giulio Cesare poi per vedere ache sta l’antico teatro della sua gloria, e susurrare, comepolitico che ben conosce 1’ umore di quel paese , qualchecosa all’ orecchio dell’ arcivescovo di Malines. E di parteitaliana chi ha lasciato gli Elisi per seguire il gran Ciecoin questo viaggio?

Mat. Dante, Petrarca , Ariosto e Tasso. Di più il Boc-caccio che gli dà lezione di lingua toscana} Monsignordella Casa, maestro di cerimonie} e il Machiavelli , segre-tario di gabinetto.

Tad. 11 Machiavelli? Questo è impossibile. Il Machiavelli non è mai andato agli Elisi, non s’è mai partito da questomondo. Egli è rimasto vivo tra vivi, come lo scrittore del-l’Apocalisse , e ha trovato altrove miglior padrone che laRepubblica fiorentina . Con questo se la passa nove mesidell’ anno , carico di contanti e d’ onori. Nel resto va ingiro sul Continente} ma non pare che vi faccia buone fac-cende.

Mat. Sia pure come la vuoi. Basta che ti persuada cheancor esso è qui con Omero . E il mandatario de’ morti,ossia il direttore di tutta la caravana per decreto diMinosse, è il tremendo Aristarco Scannabue .

Tad. Alla larga, alla larga. Ma... raccogliamo un pocoil pensiero. Le mosse di questi gran potentati della lette-ratura annunziano l’imminenza d’ una grande rivoluzionenello spirito umano.

Mat. Senza dubbio : una grande inondazione d’inchiostro.E la sapienza ne’ fossi fino al bellico.

Tad. Ma non vorrei avessimo poi a dire col diavolo chetosava i porci : molto rumore e poca lana.

Mat. Non dirai così no, come ti sarà noto a che nobilefine si sono qui raccolti a congresso questi sommi intel-letti : congresso, che nei fasti dell’ umano sapere sarà peromnia scecuìa scecidorum il celeberrimo de’ congressi.