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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DIÀLOGHI

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Tati. Dillo adunque una volta per consolarmi.

Mat. Vedilo per te stesso. Eccoti nelle mani bello cstampato il processo delle prime sessioni.

Tad. Inforchiamo gli occhiali, e leggiamo. Quel? io cheverso la metà del secolo passato ...

Mat. ( Or mira muso da Saladino ! Egli ha il coraggiodi leggere senza ridere. Chi non direbbe, al vederlo, cheglista leggendo il martirio dei Maccabei ? )

Tad. E sii pur certo , postero coraggioso , che reputerònon lieve gloria di esser teco alla magnanima impresa...

Mat. Di portar in cielo le Cronache di Pindo ...

Tad. Nelle quali, per quanto io abbia voluto cercare ilpel nelP uovo...

Mat. Con occhiali di vista dolce . ..

Tad. Mi è forza confessare che P abbondantissima erudi-zione , P ordine, la condotta, lo stile...

Mat. E tutte le benedizioni delle nove Muse...

Tad. Non hanno potuto farmi accigliare...

Mat. Siccome per lo contrario lhanno serenato gli enor-mi spropositi della Biblioteca Italiana...

Tad. La quale, mentre comparte sperticate lodi alle operestraniere...

Mat. Per esempio, del giapponese Brocchi, del cinese Rosmini, dellalgerino Mai, del calmucco Scinà, del tar-taro Arici, etc. etc.

Tad. Nulla dice di questa nata, cresciuta e fatta quasiadulta nelle nostre contrade...

Mat. Il qual silenzio ha posto in articulo mortis lIta-liana Letteratura...

Tad. E ciò veramente è degno di somma considerazione.

Mat. per oggetto di tanto alta importanza, quantole Cronache, poteasi mettere in iscompiglio tutto P Eliso.Amen.

Tad. A parte le celie. La querela, che ti muove Aristarco,mi sembra giusta. E io pure mi maraviglio che ne tuoifogli tu non abbi per anche fatto a quei versi lonore clic