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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DIALOGHI

non meritano di andar confuse col volgo delle altre azionidrammatiche ; meno poi col Vero Eroismo giudicato datutti vera stoltezza.

Mag. Bravo ! Or veggo veracemente che avete morta pertutti la compassione. Dopo sì nobile sacrificio mi assen-tirete, io spero, senza contrasto che nell’immenso diluviodi Odi , di Sonetti, di Sciolti, di terze Rime alla stessaoccasione piovuto per tutta la Venezia e la Lombardia ,ben pochi hanno meritato di entrare nell’Arca di sal-vazione.

Tad. E questo pure voglio concedervi, sì veramente chefra i rari nantes in gurgite vasto mi facciate salvo il belpoemetto di Francesco Deciani intitolato la Pace. Lo stilen 5 è semplice, ma tratto dai buoni fonti, e nobile e castofuor del comune. Piegasi con mollezza alle forme e alcorpo, dirò così, del concetto ch’egli prende a vestire; ese pare che alcuna volta si lasci troppo andar giù, quellamedesima negligenza (per valermi d’una bella espressionedel Caro) è una disprezzata leggiadria (*). Le descrizionior delicate or terribili son tutte piene d’evidenza e di vita.Felice la disposizione della materia, felici le digressioni,

(*) I seguenti versi però ci sembrano abbandonati un po’troppo:

.onde consunti

Non pur i tetti furono, ma l’oro,

Le gemme, e i don di Cerere c di Bacco.

Forse e’potrebbero acquistar più vita, dicendo:

.onde consunti

Colle case ne fur 1* oro, le gemme,

E di Cerere i doni, e di Lieo.

Nc’ due seguenti nc.i veggo bella del tutto la trasposizione, nè l’alfie-resco andamento del secondo :

Felice appìen se vero gaudio in coreDell’empio aver stanza potesse mai.

E partili che con sintassi più naturale c con più soddisfazione del*r orecchio si fosse potuto dire :

Felice appien se in cor dell’empio maiVero gaudio trovar stanza potesse.