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DIALOGHI
non meritano di andar confuse col volgo delle altre azionidrammatiche ; meno poi col Vero Eroismo giudicato datutti vera stoltezza.
Mag. Bravo ! Or veggo veracemente che avete morta pertutti la compassione. Dopo sì nobile sacrificio mi assen-tirete, io spero, senza contrasto che nell’immenso diluviodi Odi , di Sonetti, di Sciolti, di terze Rime alla stessaoccasione piovuto per tutta la Venezia e la Lombardia ,ben pochi hanno meritato di entrare nell’Arca di sal-vazione.
Tad. E questo pure voglio concedervi, sì veramente chefra i rari nantes in gurgite vasto mi facciate salvo il belpoemetto di Francesco Deciani intitolato la Pace. Lo stilen 5 è semplice, ma tratto dai buoni fonti, e nobile e castofuor del comune. Piegasi con mollezza alle forme e alcorpo, dirò così, del concetto ch’egli prende a vestire; ese pare che alcuna volta si lasci troppo andar giù, quellamedesima negligenza (per valermi d’una bella espressionedel Caro) è una disprezzata leggiadria (*). Le descrizionior delicate or terribili son tutte piene d’evidenza e di vita.Felice la disposizione della materia, felici le digressioni,
(*) I seguenti versi però ci sembrano abbandonati un po’troppo:
.onde consunti
Non pur i tetti furono, ma l’oro,
Le gemme, e i don di Cerere c di Bacco.
Forse e’potrebbero acquistar più vita, dicendo:
.onde consunti
Colle case ne fur 1* oro, le gemme,
E di Cerere i doni, e di Lieo.
Nc’ due seguenti nc.i veggo bella del tutto la trasposizione, nè l’alfie-resco andamento del secondo :
Felice appìen se vero gaudio in coreDell’empio aver stanza potesse mai.
E partili che con sintassi più naturale c con più soddisfazione del*r orecchio si fosse potuto dire :
Felice appien se in cor dell’empio maiVero gaudio trovar stanza potesse.