DIALOGHI
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sentenza ilei Vcnosino: Non salis est puris versum perscri-bcrc verbis, Quern si dissolvas quivis stomachetur ; o quel-l’altra : Ncque enini concludere versum Dixcris esse satis.
Mat. O piuttosto questa di Michele Montagna : On peult/aire le sot par tout ailleurs, mais non en la poesie.
Mag. E che vorreste voi inferirne?
Taxi. Ciò solo: che esaminata l’Epistola del Bellotti equella pure del suo amico Berchet dal lato de’ sentimenti,vi troverete per entro di molte cose animate dalla pas-sione, le quali largamente compensano le itìffrerfezioniprodotte dal voler troppo stare sull’esquisito. Evvi un’artenella poesia, di bell’effetto, messa in pratica a tempo, econosciuta assai dagli antichi, l’arte di abbandonarsi senzacadere, di disprezzarsi senza avvilirsi} ed è ciò che inpittura l’arte delle mezze tinte c delle ombre che dannorisalto alla luce. Spiacemi ( non so se a torto o a ragione)la trascuranza di questo artificio, che avrebbe indottane’versi, di cui parliamo, più varietà di colori} e amerei d’in-gannarmi, dicendo che in quelli del Berchet mi riesconooscure le transizioni, e alquanto forzate certe figure dilocuzione. Del resto egli veste di bella armonia quello chedice, condisce di dolce affetto le sue sentenze, ed ha sugli occhi una lagrima pel defunto suo amico: ben altropregio che la pompa delle parole. Quanto al Bellotti, lasua gloria poetica non riposa su quell’Epistola, ma splendemirabilmente nell’ aurea sua versione di Sofocle , e splen-derà, spero, ancora più luminosa in quella di Escliilo ,cui odo già vicina al suo termine (*).
(*) «Così scriveva l’Autore del Dialogo nel 1816. Queireccellente tra-« duzione venne poi pubblicata nel 1821, coi torchi di questa Società ti-«pografica, in due volumi: ed ora speriamo che l’Italia non tarderà ad«avere nella sua lingua per la medesima mano, che già fece suoi gli«altri due tragici greci, anche Euripide , di cui sappiamo che l’egregio» signor Bellotti ha pronta per la stampa la versione di sei Tragedie «.Ecggesi questa nota nell’edizione per la Società tipografica de ’ ClassiciItaliani (Milano , 1827). Poco stante fu pubblicata anche la versione diquelle sci Tragedie di Euripide; ed oramai potrà venire in luce quandoche sia intera la traduzione di questo autore che il eh, signor Bcllotliha compiuta. (V Editore.)