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La meridiana del tempio di San Petronio rinnovata l'anno 1776 / si aggiunge la ristampa del libro pubblicato l'anno 1695 sopra la ristaurazione della meridiana eseguita dai celebri matematici Gio. Domenico Cassini e Domenico Guglielmini
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ducendola dalle distanze, che avrà da' due punti prossimi,de’ quali si sappia 1' errore . U esame fatto, come si è det-to , a noi fornisce una tavola delle correzioni da applicar-si alle distanze dal vertice dedotte dalle tangenti attualmen-te misurate sulla linea. Colle distanze dal vertice così cor-rette si avranno i luoghi del Sole con tutta quella preci-sione , di cui può essere capace un tale strumento .

La tavola, che quivi aggiungeremo a comodo di chi vorrà

far ufo delle osservazioni , è composta di tre colonne.Nella prima fono disposti i numeri delle parti centesime.Nella seconda sono notati gli errori del livello in parti cen-tomillesime del gnomone, avvertendo quivi, che essendositrovato il primo punto della linea, o sia il punto verti-cale più alto del dovere particelle centomillesime 6., le

bassezze degli altri punti confrontati col primo si sonod’ altrettanto diminuite per avere il giusto errore rispettoad un piano orizontale distante dal foro parti 100 . dellalinea . Nella terza colonna corrispondono ai numeri prece-denti le correzioni in minuti secondi da applicarsi alle di-stanze dal vertice. Le correzioni sono sempre sottrattivi peressere tutti gli errori del livello nel medesimo senso di de-pressione . Questa uniformità dimostra, che non s’ abbia adincolpare la collocazione de' marmi, ma doversi ripeteregli errori da altra cagione. E in vero nelle cole prati-

che , ove la materia, e la imperfezione de ’ nostri sensifanno contrasto alla perfezione dell’ opera, se dopo esegui-ta si prende ad esaminare sottilmente, si troverà sempretrattandosi di molte misure, altre di queste peccare in ec-

cesso , ed altre in difetto ; e sarebbe un caso assai raro ,e non presumibile quella uniformità negli errori , che ab-biamo scoperta in tutti i punti lcandagliati della linea.

Sembra più verisimile, che 1’ abbassamento qualunque eisia, che per altro è piccolissimo, siasi fatto quallora fu

intromessa la riga di ottone nel solco, e furono incisi nel’marmo i numeri delle due serie . I colpi del martello tantoper un’ operazione, quanto per 1’ altra furono forle cagio-ne , che si rassettassero di nuovo i marmi sopra un fonda-mento di recente costrutto, e non per anche ridotto allostato di sua consistenza. Maggior prova di ciò sembra ne

re-

e