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quatti' 5 ore o circa. Intorno all 5 ore 2iff cominciaronoa fpirare venti meridionali , i quali dominano in que-fta regione , e feco trafportarono il fumo , la cenere ,la rena, e ìe pomici, che verfava il Monte, nelle con-trarie parti; e le fuddette materie caddero, benché nonin gran copia , in Ottaiano , in Palma , in Lauro , inNola, in Avella, in Mugnano, in Monteforte , in Avel-lino 3 e in altri luoghi più lontani.
In tutto il detto tempo il Monte ora faceva un ro-
more fimile a quello s che fuol fare un mare agitatiffi-mo , ed ora gorgogliava in una maniera affai pauro-fa, e talvolta faceva un grave libilo, e orrendo. L’aria
circofìante violentemente rotta diradata , e meha ingrand’impeto da’Tuoi grandi accendimenti , facea fortetremar le fabbriche, anche ne’lontani paefi. Quindi que-gli de* convicini villaggi, eh’erano ritornati la mattinadel-detto giorno alle loro cafe , vedendo il Monte, co-
SI.
-davano a cadere 25., altre 28.e altre ?o. prefazioni di arteria , ciocche vo-lentiermente io credo , e perchè i fuddetti fon degni di fede , e perchè nonfolo 1 volgari ma gl’ intendenti ancora videro con illupóre l’altezza , allaquale nel- menzionato giorno, folìevavaiì il fumo , e 1’ altezza altresì , a cutvolavano le roventi pietre..
Quindi, fecondo le due ultime-riferite oflervaziom , in virtù della leggedel moto uniformemente accelerato , quelle pietre , che tardavano a ricadere28. sbattimenti d’arteria, falirono-all’altezza, di 117Ó0. piedi di Parigi o cir-ca, e quelle che indugiarono 30., giunfero all’altezza, di 13500., che impor-tano > fenza calcolar i rotti, due miglia Italiane, e piedi 2088.