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Vifciano, eh*è l’opra mentovato, di tanto in tanto nelcorrere a quella volta vibrava faette di color bianco ; ealcune di effe neli’eftinguerfì facevano un fenfibile romore.
Dopo finita quella, violentiffima. Eruzione , di cuiqui ho favellato , mi. venne vaghezza di conofcere , fe.ilVefuvio avea verfato il detto giorno 9. fuoco elettri-co nella noftr’ aria . A quell’effetto fui principio della,notte vegnente col Duchino della Torre D.Afcanio Fi-lomarino , Cavaliere, dotato, di rari talenti, e. cofìumatiffi-mo, facemmo nella loggia del fuo palazzo quella pruova..
Si pofe in fui pavimento la boccia dì Leida, dalcui fondo ufeiva fuori un ferro appuntato ; alla diftan-
Za di due dita traverse dalla boccia , fi aggiuftò un
altro ferro piegato in modo, che una parte # di effo ca-deva diritta, nel fottopofto piano,. e uff altra giaceva,orizzontalmente ; e dal ferro perpendicolare, pendevanodue fili. E affinchè i movimenti, deli’ aria non ci avef-fero turbata 1’ efperienza , fi coprì con una campana divetro la boccia .. E trapaffato poco fpazio di tempo ,offervammo , che i detti fili, erano, fortemente da effa
boccia tirati ; l’aguzzo ferro però non rendette verunaScintilla. Ci nacque nell’ahimo un dubbio , fe il riferi-to '
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che ricuopre l’antica Città di. Pompei , e I’ altre nella Torre del Greco frala terra , che dicefi del 31. ; quelle fono grandette , e quelle più piccole;,ma 1’ une , e l’altre fono ben. formate..