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Ragionamento istorico intorno all'eruzione del Vesuvio che cominciò il dì 29 luglio dell'anno 1779 e continuò fino al giorno 15 del seguente mese di agosto / di Gaetano de Bottis
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XLIII
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I frutti da efla tocchi parte fon rimali immaturi ,parte fe ne fon caduti, e parte di giorno in giorno fene vanno cadendo . E quei pochi , che fi fon maturatifopra le piante,dalla medefima cenere colpite , hanno unfapore afpro e fpìacevole ,fecondochè conobbi affaggian-do certe pefche , che alla veduta mi parvero mature ebelle.

Alcuni paefanì di Ottaiano,e di Palma mi difTero,che una tal cenere mefcolata coll'acqua , che pioveva,era calda . Quando cadde quella cenere fembrava unfango; poiché fi rafciuttò, apparve rolficcia (t).

In propolito delle macchie , di cui bruttò le fo-glie detta acquofa cenere , mi viene a memoria unacofa curiofiflima , e degna di non lieve confiderazione.che offervai ne luoghi , dove quella cadde . ElTa nonmacchiò nella medefima maniera le foglie di diverfepiante , in su le quali cafcò - Imperciocché alcune letinfe di color giallo, altre di color paonazzo , altre

un vivo belliffimo color rollo , e altre di altri colori.

F 2 Del

Avendo guardato il fale , che tratti dalla fletta cenere , in etto ofler*»vai delapilli criftallini di varie curiofilfime forme. Alcuni erano parallelepi-pedi ; alcuni cubi ; altri prifmi ; altri a quattro facce dallun decapl tagliatia fghembo ; e altri erano fatti a modo di acutiflìme piramidette.

I polli, che mangiavano 1erbe afperfe della detta cenere , o altre cofe,che ritrovavano razzolando il terrenoj chera ingombrato dalla medefima, inpiccolo tempo apprettò fi morivano.